Con uno stile spassosissimo il libro dell’irlandese Caitríona Lally, intriso di folklore e riferimenti letterari, racconta cosa significa non riuscire a essere se stessi nelle relazioni con gli altri e perché talvolta si preferisce rifugiarsi in un proprio mondo
di Enzo Palladini

Gusci d’uova
Autrice: Caitríona Lally
Editore: Safarà
Traduttrice: Laura Albertini
Anno edizione: 2026
Anno prima edizione: 2017 (Irlanda)
Genere: Fantasy
Pagine: 296
Consigliato a chi vuole immergersi nei miti e nelle leggende dell’Irlanda.
Vivian Lawlor è una giovane dublinese contemporanea. Orfana da tempo e disoccupata, eredita l’ampia casa della prozia, con la quale è cresciuta dopo aver perso i genitori. In realtà, vive in un mondo tutto suo, popolato di creature magiche, di streghe, di esseri immaginari. Lo scopo della sua vita è cercare un portale che le consenta di trasferirsi in un altro mondo, quello della fantasia. È convinta di essere una “changeling”, una creatura fatata lasciata da una “fairy”, personaggio a metà strada tra la strega e la fata, nella culla al posto della vera Vivian. Ha comportamenti strani che tengono in allarme i suoi interlocutori, ma anche e soprattutto sua sorella, che si chiama Vivian come lei.
I Gusci d’uova del libro di Caitríona Lally sono quelli che, secondo la tradizione irlandese, devono essere fatti bollire in acqua (almeno una dozzina) per fare scappare questo “changeling” e riavere in casa il proprio bambino. La scarsa conoscenza che abbiamo in Italia di queste leggende potrebbe complicare la comprensione del romanzo, ma la traduttrice Laura Albertini ha provveduto con una nota in apertura a spiegare al lettore le basi su cui esso si fonda.
Vivian racconta le sue storie e le sue stravaganze in prima persona, lasciando solamente sullo sfondo l’idea di qualche violenza subita in tenera età. Preferisce concentrarsi sulle sue avventure quotidiane, che sono di per sé spassosissime.
Un giorno decide di fare un picnic in casa mangiando solo cibi blu e accampandosi sotto il tavolo del soggiorno. Cerca lavoro inserendo nel motore di ricerca alcune parole-chiave assurde, così ha la certezza di non trovare offerte. Un pomeriggio chiede a un taxista di attraversare il fiume Liffey in continuazione da una parte all’altra usando tutti i ponti, immaginando che sia lo Stige e che prima o poi le si apra la porta dell’inferno. Segue un uomo nel sobborgo di Middle Third convincendosi che si tratta di uno Hobbit, ma poi lo spaventa.
La protagonista è una persona sola che ha dei problemi seri a relazionarsi con il prossimo e che quindi deve rifugiarsi in un mondo tutto suo. Trova un’amica, Penelope, che ama i gatti e dipinge quadri. Vivian però non sopporta più di tanto la sua compagnia. A Penelope puzza l’alito e questo è di per sé fastidioso. Ma, soprattutto, Vivian riesce a usare ogni giorno solo un determinato numero di parole. Oltre quel limite c’è solo il silenzio, nemmeno un “buonasera” da rivolgere alle anziane vicine di casa che detesta.
Eppure, lo stile di Lally è spassosissimo. La protagonista prende in giro se stessa e un po’ anche i lettori, perché dopo aver raccontato un’avventura stravagante, la fa seguire da una ancora più stupefacente, e via così fino alla fine del romanzo, che non è solo divertente ma anche commovente, perché andando al sodo, Vivian è una persona con molti problemi esistenziali.
C’è un altro avvertimento che la traduttrice ci lancia prima dell’incipit. Non è stato facile tradurlo, per lo stile molto particolare con cui è stato scritto. Lally gioca molto con le parole, con i concetti e con le assonanze. È stato fatto un tentativo (“da funambola”, si legge nella nota) di mantenere il più possibile l’equilibrio e la peculiarità dell’umorismo irlandese. Non sempre è stato possibile, ma il romanzo è molto godibile anche in italiano. Vivian diventa subito simpatica e familiare, fin dalle prime pagine.
Lally è una scrittrice irlandese e Gusci d’uova ha segnato il suo esordio nella narrativa: è stato pubblicato in Irlanda nel 2017 ed è stato insignito con il Rooney Prize for Irish Literature, prestigioso riconoscimento del suo Paese. Nel 2021 è uscito l’altro suo romanzo, Wunderland. Nel 2004 si è laureata in Letteratura inglese nell’Università più quotata di tutta l’Irlanda, il Trinity College di Dublino. Ha insegnato inglese in Giappone, è stata copywriter in patria e a New York. Quando non scrive, lavora con il marito al Trinity College, ma nel reparto pulizie. Sembra uno scherzo di Vivian, la protagonista di Gusci d’uova, invece risulta che sia davvero il suo impiego abituale. Un particolare che accresce la curiosità per un personaggio così insolito, oltre che per una scrittrice meritevole di grande attenzione.
Il libro in una citazione
«L’idea di possedere qualcosa di così impossedibile è strana: possedere una quantità d’aria grande come una casa è come possedere una porzione di cielo.»
30 settembre 2026
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