• Home
  • Recensioni
    • Letteratura
      • Classici
      • Storia e critica letteraria
    • Narrativa
      • Fantascienza
      • Fantasy
      • Fumetti & Graphic Novel
      • Gialli & Noir
      • Horror & Gotico
      • Moderna e contemporanea
      • Racconti
      • Romanzo mitologico
      • Romanzo rosa
      • Romanzo storico
      • Umorismo
    • Varia
      • Arte e spettacoli
        • Arte
        • Cinema
        • Musica
      • Cucina
      • Filosofia
      • Lingue
      • Media e Comunicazione
      • Scienze
        • Psicologia
      • Società
      • Sport
      • Storia
      • Storie vere
        • Autobiografie
        • Biografie
        • Memoir
        • Reportage
    • Bambini e ragazzi
      • Da 3 anni
      • Da 4 anni
      • Da 6 anni
      • Da 10 anni
      • Da 9 anni
      • Da 12 anni
      • Da 14 anni
  • Interviste
  • Speciali
  • Dizionario
  • Playlist

Let's Book

Libri per chi ama davvero leggere

Jacaranda, le lacerazioni del genocidio in Ruanda

In un romanzo di spunto autobiografico, Gaël Faye racconta con grande partecipazione emotiva le ripercussioni dello sterminio dei tutsi sulla quotidianità di chi vi è sopravvissuto

di Enzo Palladini

La copertina del libro "Jacaranda" di Gaël Faye (Mondadori)

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 5 su 5.

Jacaranda
Autore: Gaël Faye
Editore: Mondadori
Traduttore: Luigi Maria Sponzilli
Anno edizione: 2026
Anno prima edizione: 2024 (Francia)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 214

Consigliato a chi vuole sapere la verità su un genocidio che ha sconvolto un Paese africano in epoca recente.

Prima di entrare nel dettaglio del romanzo, può essere utile riassumere il contesto storico dal quale trae spunto. Nel 1994 il Ruanda è stato straziato da un atroce genocidio. L’etnia hutu ha tentato di far scomparire completamente l’etnia tutsi, attraverso una guerra civile a senso unico, alla quale le vittime designate potevano sfuggire solamente emigrando nei Paesi circostanti. Il punto di partenza ha una data precisa: 7 aprile 1994. Quel giorno è stato abbattuto l’aereo che trasportava il presidente del Ruanda, Juvénal Habyarimana, un pessimo capo di Stato, profondamente razzista e sempre pronto a giustificare le nefandezze che da anni la sua etnia, gli hutu, perpetrava ai danni dei tutsi. Dell’attentato sono stati accusati i tutsi e immediatamente è scattata la caccia a quelli che gli hutu definivano “scarafaggi da sterminare”. Milioni di morti nello spazio di tre mesi circa, intere famiglie cancellate dal mondo.

In Jacaranda la storia è narrata in prima persona dal protagonista, che si chiama Milan ed è nato nel 1982. Quando facciamo la sua conoscenza, ha dodici anni e vive a Versailles con il padre Philippe, francese, e la madre Venancia, ruandese. È appunto il 1994. Venancia è in Francia dal 1973, è perfettamente integrata, ma quando con qualche parente al telefono, parla la lingua kinyarwanda. Il ragazzo capisce di non conoscere poi così bene la mamma e tutto diventa ancora più oscuro quando vede al telegiornale le notizie sul Ruanda, ne chiede conto e sbatte contro un muro di silenzio assoluto. Proibito parlarne. A fine estate arriva a casa Claude, coetaneo di Milan, che Venancia presenta come suo nipote, ha una brutta ferita alla testa, ha bisogno di cure. Milan gli affeziona come se fosse suo fratello, gli viene detto che resterà per sempre, poi improvvisamente Claude viene rimandato in Ruanda.

Nel 1998, i genitori di Milan divorziano senza dare troppe spiegazioni. Il ragazzo accetta di partire per il Ruanda con la mamma. Qui ritrova Claude con il quale ristabilisce l’amicizia, ma conosce anche Sartre, un ragazzo che possiede una sterminata collezione di libri e dischi, recuperati dalle case abbandonate durante il genocidio. A Kigali conosce la nonna Mamie, ma vive anche esperienze traumatiche come quella di assistere alla fucilazione di ventidue persone ritenute complici del genocidio. Prima di essere costretto a rientrare in Francia per la morte del nonno paterno, Milan passa qualche giorno a casa di Eusèbie, la migliore amica della mamma, nel quartiere residenziale di Kiyovu. Il ragazzo si affeziona molto alla donna e anche alla figlia neonata, Stella.

Nel 2005, Milan torna in Ruanda da solo. È appena stato lasciato dalla fidanzata storica Nadège, sta preparando la tesi per la laurea in giurisprudenza e la vuole basare su cosiddetti “Gacaca”, i tribunali popolari istituiti per giudicare i responsabili del genocidio. Partecipa al processo contro gli assassini della famiglia di Claude e ne rimane traumatizzato. Nel frattempo, Stella – che ha undici anni – coltiva un passatempo straordinario: registra su cassette audio i racconti della bisnonna ultracentenaria Rosalie, che a dispetto dell’età ricorda tutta la storia della famiglia.

Il terzo viaggio di Milan è quello definitivo. Nel 2010 si è stufato del lavoro impiegatizio nell’ufficio legale di una grande azienda e vuole cambiare vita. Non tornerà più a Parigi, integrandosi perfettamente nella realtà ruandese, accontentandosi di vivere dell’eredità ricevuta dai nonni e dell’amicizia di Claude, di Sartre, di Eusèbie e di Stella. Ma è proprio a questo punto che inizia lo sviluppo più struggente del romanzo: Milan (e il lettore con lui) capisce la vera essenza di quello che è successo in quel tragico 1994.

La Jacaranda del titolo è un grande albero dai fiori viola che si trova nel giardino della casa di Eusèbie a Kiyovu. Stella ci si arrampica sempre, trascorre lì il suo tempo quando ha voglia di pensare. Fin dal primo capitolo scopriamo che quell’albero farà una brutta fine, sconvolgendo la vita di Stella, ma solo negli ultimi capitoli scopriremo il vero motivo della sua distruzione.

Dopo un breve preludio, che consente di inquadrare i personaggi (soprattutto Milan e la madre Venancia), il romanzo di Gaël Faye  – che ha ottenuto il Prix Renaudot 2024 –  entra progressivamente nell’anima per non uscirne più. L’autore non usa giri di parole, ma un linguaggio diretto, incisivo al limite del brutale. In ultima analisi, ci fa capire cosa è stato il genocidio ruandese. Ci racconta dei vicini di casa trasformati in assassini, di parenti fatti a pezzi, di intere famiglie gettate nelle fosse biologiche e chiuse dentro con coperchi di pietra. Il capitolo in cui Eusèbie racconta davanti a una folla numerosissima i sacrifici affrontati per sfuggire ai suoi carnefici è una pagina di altissimo lirismo, un concentrato di emozioni forti che offuscano la mente e lasciano un malessere profondo. E alla fine il tema forte è proprio il malessere, così intenso da non poter essere raccontato, come nel caso della mamma di Milan. Un silenzio che dura per anni, rotto però da chi non ha voluto dimenticare, da chi non vuole che quel terribile 1994 possa ripetersi. Il Ruanda da allora si è rialzato ed è rinato, ma il pericolo di una ricaduta può essere sempre in agguato.

Faye è un artista a tutto tondo: oltre a essere uno scrittore è un rapper, cantante e compositore. Ha padre francese e madre ruandese, è nato nel 1982 come Milan, il protagonista di Jacaranda. È nato a Bujumbura, nel Burundi, dove la madre si era rifugiata per sfuggire alle persecuzioni contro i tutsi, che venivano perpetrate già prima del 1994. Ha studiato in Francia, ma nel 2015 si è stabilito a Kigali, capitale del Ruanda. Facile immaginare che nel romanzo ci sia molto di autobiografico, lo si intuisce subito.

Tra le righe della sua scrittura si legge una fortissima partecipazione emotiva. Si capisce che affronta quei temi perché sa di poterli trattare a pieno titolo. Non c’è un sentito dire, non c’è la volontà di impressionare il lettore aggiungendo particolari immaginari. C’è la storia quasi contemporanea di una nazione, c’è la sofferenza atroce di un popolo discriminato, c’è lo stupore per la convivenza tra carnefici e vittime, apparentemente inverosimile, ma realmente realizzata. Un libro che lascia il segno.

Il libro in una citazione
«I civili non sanno che la pace è solo una guerra in sospeso.»

28 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA


Scopri di più da Let's Book

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Notizie d'apertura// Recensioni dei lettori// Recensioni Moderna e contemporanea// Recensioni Narrativa// Ultime

« Vita mortale e immortale della bambina di Milano, l’infanzia secondo Domenico Starnone
Marocco, romanzo. L’anima del Paese nelle parole di Ben Jelloun »

altri libri

Dettaglio della copertina del libro "Surrender" di Bono (Mondadori)

Surrender. Bono, l’uomo che canta nel nome dell’amore

Dettaglio della copertina del libro "Pop" di Matt Alt (add editore)

Pop, il libro sul Giappone che ti conquista

Dettaglio della copertina del libro "La tessitrice" di Alessandra Cotoloni (Edizioni San Paolo)

Quando il telaio tesse sogni e virtù

Dettaglio della copertina del libro "Senza preavviso" di Michela Alliata (Mimesis Edizioni)

Senza preavviso la vita ti riserva sorprese

Dettaglio della copertina del libro "In Oriente con Tiziano terzani" di Tamara Baris (Giulio Perrone Editore)

In Oriente con Tiziano Terzani per scoprire le eredità che ci ha lasciato

  • Bluesky
  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Substack
  • Telegram
  • Threads
  • WhatsApp

CHI SIAMO   IL NOSTRO TEAM   COLLABORA CON NOI

COOKIE POLICY    NOTE LEGALI    PRIVACY POLICY

Copyright © 2026 - LETSBOOK.ORG di SONIA VACCARO e STEFANO PALLADINI - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI