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Libri per chi ama davvero leggere

L’isola dell’abbandono, là dove bisogna lasciarsi andare per ritrovarsi

Il romanzo di Chiara Gamberale, sempre abile nel raccontare le fragilità dell’animo umano con sensibilità e autenticità, invita ad affrontare con coraggio i periodi di crisi per trasformarli in occasioni di rinascita

di Roberta Zaffora

La copertina del libro "L'isola dell'abbandono" di Chiara Gamberale (Feltrinelli)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 3.5 su 5.

L’isola dell’abbandono
Autrice: Chiara Gamberale
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2019
Pagine: 224
Genere: Moderna contemporanea

Consigliato a chi ama i romanzi introspettivi e le storie che privilegiano l’evoluzione psicologica dei personaggi.

Una donna, di cui inizialmente non viene rivelato il nome, decide di tornare sull’isola greca di Naxos dieci anni dopo essere stata lasciata improvvisamente dal suo primo grande amore, Stefano. Nel frattempo la sua vita è cambiata: è diventata madre e sta vivendo una relazione complessa con il padre del bambino. Per la protagonista, nonché voce narrante, dell’Isola dell’abbandono, il ritorno a Naxos – luogo legato al mito di Arianna, che fu abbandonata da Teseo dopo averlo aiutato a uscire dal labirinto – rappresenta un viaggio nella memoria e nella parte più fragile di sé, un confronto con il dolore mai completamente elaborato e con le paure che continuano a condizionare il presente.

Tra ricordi, incontri e riflessioni, la donna comprende che il vero abbandono non è soltanto quello subito dagli altri, ma anche quello che spesso infliggiamo a noi stessi quando rinunciamo ad ascoltare i nostri bisogni più profondi. Il romanzo di Chiara Gamberale, ambientato ai giorni nostri, si sviluppa così come un percorso di trasformazione interiore più che come una storia d’amore tradizionale.

Uno stile immediatamente riconoscibile quello di Gamberale, che qui si esprime in una delle sue opere più intense: intimo, emotivo e profondamente introspettivo. La scrittura alterna momenti di grande semplicità a pagine ricche di immagini simboliche e riflessioni esistenziali.

La scrittrice romana utilizza un linguaggio contemporaneo, vicino alla sensibilità del lettore moderno, senza rinunciare a una forte componente poetica. Il dialogo continuo con il mito di Arianna e Teseo conferisce alla narrazione una dimensione universale: la vicenda personale della protagonista diventa metafora di tutte le esperienze di perdita, cambiamento e rinascita.

La struttura narrativa procede spesso attraverso ricordi, associazioni di idee e salti temporali che riproducono l’andamento della memoria e delle emozioni. Questo rende il romanzo coinvolgente per chi ama la narrativa psicologica, anche se può risultare meno lineare rispetto a una narrazione tradizionale.

Il tema dell’abbandono è affrontato ribaltandone il significato più comune. Per Gamberale l’abbandono non coincide esclusivamente con una ferita o con una perdita irreparabile, ma rappresenta anche una possibilità di trasformazione. L’autrice suggerisce che il bisogno di controllare ogni aspetto della nostra vita sia spesso il vero ostacolo alla felicità. Solo accettando ciò che non possiamo prevedere o dominare possiamo crescere davvero. L’abbandono diventa quindi un gesto di fiducia verso la vita, un lasciarsi attraversare dagli eventi invece di opporvisi continuamente.

Il cuore del romanzo è un invito ad accogliere la vulnerabilità come parte fondamentale dell’esperienza umana. Ogni crisi può trasformarsi in un’occasione di rinascita, purché si abbia il coraggio di attraversarla senza cercare scorciatoie.

Amore, maternità, identità e crescita personale sono gli altri temi affrontati nel romanzo e, il continuo richiamo al mito di Arianna, filo conduttore dell’intera narrazione, suggerisce che, ciascuno di noi prima o poi, sperimenta un proprio “labirinto”. Tuttavia, per uscirne non sempre è sufficiente seguire il filo che conosciamo: talvolta occorre avere il coraggio di lasciarlo andare.

Con L’isola dell’abbandono, Gamberale conferma la propria capacità di raccontare le fragilità dell’animo umano con sensibilità e autenticità. È un romanzo che non offre risposte semplici, ma accompagna il lettore dentro domande profonde sull’amore, sulla paura di perdere e sulla possibilità di rinascere dopo una caduta.

Gamberale è una delle scrittrici italiane contemporanee più lette e apprezzate. Dopo gli esordi come conduttrice televisiva e radiofonica, si è affermata nel panorama letterario con romanzi che esplorano i sentimenti, le relazioni e i percorsi di crescita personale. Tra le sue opere più note figurano Una vita sottile, Le luci nelle case degli altri, Per dieci minuti, Adesso, Qualcosa e Come il mare in un bicchiere. Nei suoi libri intreccia spesso introspezione psicologica, ironia e riferimenti simbolici, costruendo storie capaci di parlare a un pubblico molto ampio.

Il libro in una citazione
«Ma lo spazio per capire davvero che cosa vuoi. Che cosa davvero ti riguarda. Tu te lo sei mai preso?»

12 agosto 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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