Molti personaggi del romanzo dei coreani Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun devono confrontarsi con la morte, ma grazie alla condivisione della musica riescono a ridare il giusto valore alla vita
di Enzo Palladini

Un insolito negozio di sogni e vinili
Autori: Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun
Traduttrice: Mary Lou Emberti Gialloreti
Editore: Nord
Anno edizione: 2026
Anno prima edizione: 2024 (Corea del Sud)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 299
Consigliato a chi crede nel potere curativo ed evocativo della musica.
Ascolta la playlist tratta dal libro: L’insolita playlist di un insolito negozio di sogni e vinili
Jeongwon è un trentenne sudcoreano contemporaneo. Alle spalle ha una storia personale tremenda. Ha perso i genitori quando aveva 19 anni. Ufficialmente si è trattato di un incidente stradale, ma il ragazzo ha sempre sospettato che tutto sia nato da un gesto volontario. Con qualche sacrificio, Jeongwon è riuscito a pagare i debiti lasciati dal padre e a finanziare gli studi del fratello Jeongan, di quattro anni più giovane. Ma quando quest’ultimo si laurea e trova il primo ottimo impiego, viene travolto e ucciso in piena notte da un’auto pirata nelle strade di Seul. Un colpo tremendo per Jeongwon, che torna a coltivare i propositi suicidi già manifestati da ragazzo.
È tutto pronto per il gesto estremo, da compiersi attraverso l’impiccagione. Ma nella mente di Jeongwon si accende una luce. Dal padre ha ereditato oltre seimila dischi in vinile, la passione di una vita, da lui stesso condivisa a lungo. Pensa allora che tutto quel materiale andrà perso, buttato nella spazzatura, cancellando decenni di emozioni. Si toglie il cappio e decide di posticipare il giorno della sua morte, prima dovrà trovare un nuovo padrone per tutti quei vinili. Apre allora, appunto, Un insolito negozio di sogni e vinili, affittando per un pugno di won (la moneta sudcoreana) un locale inutilizzato nel quartiere periferico e un po’ dimenticato di Pungjin-dong. Il primo cliente è un ex poliziotto sui cinquant’anni, Wonseok, che diverrà un assiduo frequentatore del locale. Da lì in poi arriverà il successo commerciale, ma soprattutto, grazie al negozio e grazie alla musica, verrà costruita una rete di rapporti umani che arrecherà dei benefici a tutti i personaggi, anche se ognuno di loro continuerà a portarsi dentro una tristezza di fondo che non riuscirà a cancellare del tutto.
Sono sostanzialmente tre i temi che vengono trattati in questo romanzo di Lim Jin Pyung e Koh Hee Eun. Il primo e il più evidente è il potere intrinseco della musica. Di qualunque musica. C’è di tutto: dalla musica popolare coreana alla classica, dal rock al blues. Un disco o una semplice canzone può cambiarci l’umore del momento, o della giornata, o addirittura di un lungo periodo. Ha un’influenza salvifica come nel caso di Jeongwon, che proprio grazie a essa allontana da sé i propositi suicidi. L’ascolto è anche condivisione: mettendo i vinili sul giradischi del negozio, il proprietario riesce a comunicare molto più di quanto non sia in grado di trasmettere con le parole, che non sono mai state il suo forte.
Il secondo tema è quello della mancanza delle persone care. Ogni atto, ogni movimento trasmettono a Jeongwon qualcosa dei genitori e del fratello. Pensieri che non l’abbandonano mai, nemmeno nei momenti di gioia che si trasformano in senso di colpa: che senso ha essere felici se invece l’adorato Jeongan non può più esserlo?
Terzo tema è quello dell’anima che anche gli oggetti possono possedere. Jeongwon salva se stesso da cattivi pensieri proprio perché non vuole che l’essenza di suo padre, trasmessa ai suoi amati vinili, non vada dispersa in un immondezzaio. Riesce davvero in questo intento, anche per una serie di coincidenze che governano la sua attività di commerciante. L’ambientazione esotica non complica la comprensione della storia, scritta in maniera molto chiara, con riferimenti precisi a quello che è stato letto qualche decina di pagine prima in un testo non privo di frequenti rimandi.
Gli autori del romanzo sono un uomo e una donna. Lim Jin Pyung è stato un regista cinematografico poi passato all’attività di documentarista. Prima dell’Insolito negozio di sogni e vinili non aveva pubblicato altri romanzi, ma solamente un libro di viaggio sull’Irlanda. In passato ha anche scritto tre sceneggiature per film musicali (una passione radicata), nessuna poi realizzata sullo schermo. Koh Hee Eun, l’altra autrice, come attività principale gestisce uno spazio multiculturale a Seul, ma da tempo coltiva il suo talento per la scrittura. Ha temporaneamente sospeso il lavoro su una trilogia narrativa ambientata in Europa per portare a termine questo romanzo, che in Corea del Sud è diventato quasi subito un vero e proprio caso letterario. La narrazione è in terza persona, i due autori si uniscono come se fossero uno solo e raccontano.
Quello che si percepisce tra le pagine è la grande partecipazione dei due autori alla sofferenza e al dolore dei propri personaggi. Oltre al tormentato Jeongwon, ha molto spazio anche Wonseok – come già scritto, il primo cliente del negozio – che diventa una specie di tutore del proprietario, al quale si affeziona moltissimo. È un ex poliziotto corrotto che – un po’ pentito di ciò che ha fatto – si prodiga in consigli di tutti i tipi. Una posizione importante all’interno della narrazione occupa anche Mirae, una ragazza che viene assunta con un contratto part-time e riesce, con l’affetto di Jeogwon e Wonseok, a superare un terribile trauma subito nell’infanzia. Lungo tutto lo sviluppo del romanzo c’è anche una grande attenzione alle descrizioni. In alcuni momenti si ha la sensazione di essere nel negozio, con un vinile in mano mentre ci si avvicina al giradischi per ascoltarlo.
Leggendo Un insolito negozio di sogni e vinili si ha l’impressione che gli autori vogliano loro stessi trarre conforto da ciò che scrivono. Lo si capisce dai dialoghi secchi e molto diretti, spesso in contrapposizione con i pensieri che li ispirano, ben più complessi e a volte contorti. Uno dei motivi che rende questo libro davvero empatico e coinvolgente, ma anche ammantato di speranza nonostante la diffusa tristezza di fondo.
Il libro in una citazione
«Ogni volta che osservava un vinile girare lento sul piatto, gli sembrava che la vita non fosse una gara con un traguardo da raggiungere, ma un’orbita che finiva per riportarti sempre al punto di partenza.»
15 luglio 2026
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