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Libri per chi ama davvero leggere

Nella casa dei tuoi sogni, che doveva pulsare di vita ma ospita solo traumi

Nel memoir della statunitense Carmen Maria Machado sugli abusi subiti dalla partner, le mura domestiche vengono trasformate in prigione del dolore e diventano simbolo di ciò che poteva essere e non è stato

di Eva Garavaglia

La copertina del libro "Nella casa dei tuoi sogni" di Carmen Maria Machado (Codice Edizioni)

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4.5 su 5.

Nella casa dei tuoi sogni
Autrice: Carmen Maria Machado
Editore: Codice
Traduttrice: Monica Capuani
Anno edizione: 2020
Anno prima edizione: 2019 (Stati Uniti)
Genere: Memoir
Pagine: 351

Consigliato a chi cerca testimonianze di abusi scritte con uno stile originale.

Non sono molti i libri che raccontano la violenza in una relazione tra due donne. Nella casa dei tuoi sogni non si limita a fare questo, bensì costruisce un vero e proprio archivio della memoria, con la convinzione che ricordare sia un atto politico. La testimonianza infatti aiuta a comprendere e vivere meglio situazioni di cui non parla nessuno.

Carmen Maria Machado sceglie quindi di raccontare la violenza domestica perpetrata dalla sua fidanzata mentre era studentessa universitaria. Una dinamica che sembra inconcepibile in una coppia queer viene spesso silenziata dalla comunità da un lato per non danneggiarne l’immagine dall’altro perché gli eterosessuali sono talvolta portati a idealizzare i rapporti LGBTQ+ come se avessero raggiunto uno stadio di perfezione, lontano dalle dinamiche tossiche.

L’autrice è magistrale nel descrivere la partner abusante come una narcisista, che non è pazza, ma semplicemente implacabile: vuole ciò che vuole e non si cura del percorso necessario per ottenerlo. Nel fare questo attinge a piene mani da film, libri e altri elementi della cultura pop che servono a razionalizzare l’irrazionale e a far entrare il lettore in empatia con l’esperienza traumatica provata.

Centrale nel romanzo è l’immagine della casa, un’entità che pulsa di vita, ma allo stesso tempo svanisce: quando non c’è la donna amata, non c’è la casa. Una scelta efficace non solo perché è il palcoscenico su cui la violenza psicologica si consuma, ma anche perché è un luogo che si tende a idealizzare in una coppia. Le descrizioni dell’abitazione in cui ha vissuto con la compagna richiamano il topos della casa infestata, qui non dai fantasmi, ma dallo spettro di un trauma vivo.

Il memoir si presenta come un “libro a cassettini”, in cui ogni capitolo è un un genere letterario diverso. Tra gli esperimenti narrativi più interessanti – perché trasmettono bene l’idea di soffocamento – ci sono i capitoli strutturati come un libro-game, in cui il lettore ha l’illusione di poter scegliere, ma la verità è che alcune strade non sono mai percorribili per chi vive una relazione abusante. Inoltre, la narrazione a è corredata da note a piè di pagina che richiamano i topoi delle fiabe classificati secondo il sistema Aarne-Thompson-Uther.

Machado usa uno stile in sottrazione, scegliendo una scrittura diretta ed estremamente lucida. Tuttavia, la volontà di classificare gli eventi della sua vita come le fiabe e di rappresentarli secondo specifici generi letterari può far apparire l’opera troppo artefatta.

Nella casa dei tuoi sogni è la seconda opera dell’autrice statunitense, oggi quarantenne, che ha esordito nel 2017 con la raccolta di racconti Il suo corpo e altre feste. È la prima volta che la scrittrice prova a dare voce al suo trauma, pertanto la scrittura stessa del libro funge da strumento di autoanalisi.

Ciò che è più debole in questa autoanalisi è l’elaborazione del trauma. La sensazione è che manchi una vera gestione del “dopo”: la scrittrice sembra suggerire una guarigione che passa attraverso una nuova relazione, lasciando aperta la domanda su cosa sarebbe successo senza quel paracadute affettivo.

Nella casa dei tuoi sogni è un’opera necessaria non perché offra risposte, ma perché rompe il silenzio su un tradimento profondo: quello di chi dovrebbe amarti e invece ti imprigiona nel dolore. Un tradimento che esiste anche nelle relazioni queer.

Il libro in una citazione
«Il memoir, in fondo, è un atto di resurrezione. Chi scrive un memoir crea il passato, ricostruisce un dialogo. Evoca un significato da eventi che per lungo tempo sono rimasti dormienti.»

4 maggio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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