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Libri per chi ama davvero leggere

Il giorno dell’ape, la storia di Paul Murray che ritrae il mondo a tutto tondo

Pur essendo ambientato in Irlanda, il pluripremiato romanzo dello scrittore dublinese intercetta vizi e virtù della vita famigliare che si potrebbero riscontrare ovunque

di Enzo Palladini

Copertina del libro "Il giorno dell'ape" di Paul Murray (Einaudi)

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 5 su 5.

Il giorno dell’ape
Autore: Paul Murray
Editore: Einaudi
Traduttore: Tommaso Pincio
Anno edizione: 2025
Anno prima edizione: 2023 (Regno Unito)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 650

Consigliato a chi vuole tuffarsi a fondo nella realtà contemporanea, non necessariamente irlandese.

Cassandra Barnes, detta Cass, è un’adolescente irlandese dei nostri giorni. Vive in un piccolo paese a due ore d’auto dalla capitale Dublino e sogna un futuro lontano dalla campagna. Condivide praticamente tutto con la sua migliore amica Elaine Comerford, bella, estroversa e spregiudicata. Le due rispettive famiglie sono benestanti e apparentemente felici. Il padre di Cass, Dickie Barnes, è proprietario di una concessionaria d’auto e di un garage. Big Mike Comerford, il padre di Elaine, è un imprenditore un po’ pasticcione e farfallone, che però mantiene alto il tenore di vita della famiglia.

Quando scoppia la crisi economica del 2008, Dickie è costretto a chiudere la concessionaria e fatica a mandare avanti il garage. Ma proprio questi eventi portano alla luce il passato reale della famiglia di Cass. Imelda, la madre, era promessa sposa di Frank, il fratello minore di Dickie, ma ha finito per sposare l’attuale marito in circostanze tragiche che segneranno il resto della vita di entrambi. Dickie, a sua volta, prima di innamorarsi di Imelda, donna splendida, consapevole non solo della sua bellezza ma anche della sua ignoranza, ha avuto una relazione con un uomo, un compagno di università con il quale ha pure condiviso a lungo un appartamento a Dublino.

Il titolo, Il giorno dell’ape, prende spunto da un episodio che viene raccontato spesso in casa Barnes. Il giorno del matrimonio tra Imelda e Dickie, durante il viaggio in auto verso la chiesa, un’ape si è infilata sotto il velo della sposa e nonostante i tentativi di scacciarla, ha finito per pungerle un occhio. Imelda ha partecipato alla cerimonia praticamente sfigurata ed è questa la motivazione che lei e Dickie adducono quando qualcuno chiede (invano) di vedere le foto del matrimonio. Ma poi Il giorno dell’ape diventa una metafora. Nella famiglia Barnes, tutti hanno avuto il loro giorno dell’ape, un momento del passato che hanno raccontato in un certo modo per nascondere una verità scomoda.

Il passato, dice Paul Murray, si ripresenta anche quando pensi di essertelo lasciato alle spalle. Sempre pronto a tormentare non solo Dickie e Imelda, ma anche i loro figli, la primogenita Cass e il piccolo PJ, fino a coinvolgere Maurice, il padre di Dickie, vedovo benestante che ogni tanto torna dal Portogallo per cercare di risolvere i pasticci combinati dal figlio nell’attività di famiglia.

Murray è nato nel 1975 a Dublino, questo è il suo quarto romanzo. È stato eletto libro dell’anno da New York Times, The Guardian, Washington Post e The Economist. Ha vinto il premio Irish Book of the Year. È stato finalista al Booker Prize e ha vinto il Premio Strega Europeo 2025, riconoscimento assegnato anche al traduttore Tommaso Pincio.

È abbastanza semplice capire le ragioni di tanto successo. È un romanzo che appassiona e che fidelizza. Dopo una prima parte in cui si familiarizza con i protagonisti, inizia una serie interminabile di colpi di scena. C’è una componente realistica che lo rende ancora più accattivante. Siamo in Irlanda, ma i vizi e le virtù dei Barnes, dei Comerford e della gente che li circonda, sono uguali a quelli che potremmo incontrare in qualunque altro Paese d’Europa, in Italia come in Germania, in Francia come in Spagna. Un ritratto a tutto tondo del mondo contemporaneo, non solo dell’adolescenza ma anche della mezza età. Passioni, solitudine, complessi. Macerie del passato. Tutto insieme, compatibilmente.

La vicenda si svolge tutta tra la piccola città in cui vivono i Barnes (il nome non viene mai citato) e la capitale Dublino, dove Cass va a studiare e dove anche suo padre Dickie aveva affrontato un lungo percorso, non solo universitario ma anche emotivo. Il tema di fondo è la consapevolezza di essere vivi, che percepiamo solo quando le cose vanno malissimo e sembra non ci sia soluzione. Proprio in quei momenti ci si rende conto di chi e di cosa siamo. Murray è abilissimo nel descrivere l’enorme tensione a cui tutti i personaggi sono sottoposti, tensione che coinvolge in maniera empatica anche il lettore.

Lo stile si adatta perfettamente al contesto, come un abito sartoriale cucito su misura. Un linguaggio molto realistico, con qualche concessione a termini spinti, che però, incastonati nelle giuste posizioni, non scadono mai nella volgarità e nel cattivo giusto. Qualche volta si chiamano le cose con il proprio nome, più spesso si allude. E sono i passaggi più pregnanti del romanzo, che è stato definito – giustamente – da The Guardian “ironico, commovente, onesto”. L’autore riesce a raccontare momenti di alta tragicità senza mai trascendere nell’eccesso, per riportarci poco dopo a galla con qualcosa di più leggero se non addirittura divertente. E si arriva alla fine con il cuore in gola.

Il libro in una citazione
«Il passato resta con noi, in moltissimi modi inaspettati. Se non ci abbiamo fatto pace, si ripresenterà di continuo.»

30 aprile 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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