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Libri per chi ama davvero leggere

L’uomo verde, l’horror che si fa provocazione

Narrando di un alcolista sotto copertura che nella sua locanda di Fareham incontra figure fantasmatiche, Kingsley Amis affronta con ironia e black humor il tema della vita oltre la morte

di Sabrina Colombo

La copertina del libro "L'uomo verde" di Kingsley Amis (Neri Pozza)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

L’uomo verde
Autore: Kingsley Amis
Traduttore: Gianni Pannofino
Editore: Neri Pozza
Anno edizione italiana: 2026
Anno prima edizione: 1969 (Gran Bretagna)
Genere: Horror & Gotico
Pagine: 253

Consigliato agli appassionati di racconti gotici, storie di fantasmi in chiave contemporanea e con un sottofondo di critica sociale.

A Fareham, Hertfordshire, ridente cittadina inglese non distante da Cambridge, vive Maurice Allington, maturo titolare del pub con annessa locanda denominato “L’uomo verde”. Sul finire degli anni Sessanta la Gran Bretagna è un Paese in pieno fermento culturale: da Londra giungono nuove mode – musicali e non – ma in campagna la vita scorre placida.

La locanda del Signor Allington risale al diciottesimo secolo. Passata di mano in mano tra molti proprietari che ne hanno preservato la bellezza architettonica, è nota anche ai turisti per la leggenda che la vorrebbe infestata dai fantasmi, il più famoso dei quali è il Dottor Underhill, canonico e studioso. Secondo i ben informati, si sarebbe macchiato di ben due omicidi. Le sue spoglie riposano nel locale camposanto e sono meta di pellegrinaggio da parte dei curiosi.

Allington è un alcolista sotto copertura, un seduttore seriale, un padre disattento e un padrone di casa poco incline a delegare ai dipendenti la gestione dell’attività. Da un momento all’altro inizia a incrociare figure fantasmatiche, assiste a fenomeni di cambiamento della luminosità; ode fruscii, sussurri, sospiri; avverte repentine variazioni delle condizioni atmosferiche.

Facile supporre – per coloro che lo circondano e ne conoscono le inclinazioni – che si tratti di effetti secondari del delirium tremens, ma qualcosa non torna: quando le presenze misteriose si appaleseranno apertamente mettendo in pericolo ciò che gli è più caro, Allington si farà trovare pronto a distinguere tra sogno e realtà, superstizione e fatti scientificamente dimostrabili.

L’uomo verde è un romanzo spiritoso nei toni, acuto nei giudizi, implacabile nelle conclusioni. Alcune scene sono spassose: i goffi tentativi di nascondere il vizio dell’alcol, i conflitti con la figlia tredicenne Amy, tipica adolescente perennemente impalata di fronte alla tv, gli artifici dialettici per indurre la moglie e l’amante a un ménage à trois, il tutto nel bel mezzo dei preparativi per le esequie del suo defunto padre. Si ride moltissimo, in definitiva.

Kinsley Amis si appropria degli stilemi delle ghost stories e li rielabora aggiungendo un tocco di ironia, di perfidia, di black humor e un gusto per la provocazione che rendono l’opera moderna e scanzonata. Mescola Henry James e H. P. Lovecraft infondendo nuova linfa al genere, traghettandolo a un passo dal ventunesimo secolo.

Il tema di fondo dell’Uomo verde resta la speculazione sull’esistenza della vita oltre la morte. Le “entità immateriali” con cui il protagonista si confronta sono passibili di differenti interpretazioni da parte del lettore: con una di queste “visioni”, in particolare, Allington ha uno scambio di battute franco e sconvolgente, al limite dell’iconoclastia, sul concetto di libero arbitrio che finisce con lo scomodare considerazioni filosofiche strettamente intrecciate a meditazioni di tipo religioso.

Tramite l’alter ego Maurice, Amis – che non per niente fa uso della prima persona singolare – affida alle pagine anche le sue opinioni sul rapporto fra i sessi, sul ruolo della letteratura, sulla superiorità della poesia rispetto al romanzo come strumento di espressione e – in ultima analisi – sul senso stesso del suo essere uno scrittore.

La prosa è scorrevole, elegante, vi è equilibrio tra discorso indiretto e dialoghi. Gli scambi di battute danno ritmo e dinamicità all’opera che complessivamente utilizza un registro abbastanza formale, coerente con il periodo storico in cui è stata realizzata, con l’ambientazione sociale prescelta e con l’estrazione culturale del protagonista: è un romanzo horror di alto profilo, nei temi così come nello stile.

Kingsley Amis (Londra, 1922–1995) è stato docente di letteratura inglese presso l’Università di Cambridge, romanziere, biografo di Rudyard Kipling, critico letterario. Ha sposato in seconde nozze di Elisabeth Jane Howard (l’autrice della Saga dei Cazalet) ed è padre di Martin Amis (pure scrittore, autore della Zona di interesse, da cui è stato tratto il film omonimo, pluripremiato agli Oscar 2024). Ha attraversato il Novecento divenendo una figura centrale del milieu culturale britannico, distinguendosi soprattutto per lo spirito anticonformista delle sue opere.  Attento ai temi sociali, ha fatto parte degli Angry Young Men, un collettivo di intellettuali e drammaturghi inglesi che, tra il 1950 e il 1960, ha anticipato la rivoluzione culturale che sarebbe sfociata nella Swinging London. Dal 1956 si è allontanato dal partito comunista, che per anni ha sostenuto, ponendosi in aperto dissenso con la scelta dell’Urss di invadere l’Ungheria. Polemista ironico e salace, dongiovanni impenitente, ha scritto numerosi racconti e romanzi, alcuni dei quali classificabili nel genere “fantascienza”, che ha contribuito a sdoganare. Nel 1986 ha vinto il Booker Prize con Vecchi diavoli. Nel 1990 è stato insignito del titolo di Commendatore dell’Ordine dell’Impero Britannico. Nel 2023 Neri Pozza ha pubblicato Lucky Jim (1954),una satira sulle idiosincrasie dell’uomo della media borghesia, il titolo più apprezzato dal suo pubblico.

Il libro in una citazione
«… ho assistito all’insolito spettacolo della realtà che passava da un movimento rallentato alla sua abituale velocità, con particelle di polvere e volute di fumo che acceleravano, un uomo intento a tornare alla vita, con le braccia che si muovevano a un ritmo sempre più veloce per riportare il fazzoletto nel taschino. Poi tutto è tornato a essere come doveva.»

9 febbraio 2026
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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