L’agevole prontuario di Ludovica Zamponi aiuta a usare correttamente la lingua fugando i dubbi più ricorrenti
di Sonia Vaccaro

I dilemmi della grammatica italiana. Soluzioni immediate a perplessità ricorrenti
Autrice: Ludovica Zamponi
Editore: Mondo Nuovo
Genere: Lingue
Pagine: 186
Consigliato agli amanti della lingua italiana e a chi avverte la necessità di dissipare perplessità grammaticali per migliorare le proprie competenze linguistiche.
Si scrive buon giorno o buongiorno? Quando si deve usare dà, con l’accento grave, e quando da’, con l’apostrofo? Si pronuncia Ucràina o Ucraìna? Che differenza di significato c’è tra utènsile e utensìle?
Alzi la mano chi non si è ritrovato almeno una volta nella vita a combattere contro dubbi e incertezze nello scrivere un’e-mail o nel pronunciare una parola e che non si è pentito di non aver studiato bene la grammatica ai tempi della scuola. Fortunatamente, con un po’ di impegno, chi usa l’italiano sia come prima sia come seconda lingua può sempre imparare a evitare gli errori, solitamente conseguenza del fatto che qualcosa nella competenza linguistica non è stato adeguatamente fissato o si è indebolito nel corso del tempo.
Uno strumento che può tornare utile a chi vuole fugare i dubbi rimasti irrisolti è I dilemmi della grammatica italiana, un agevole prontuario che – offrendo soluzioni effettivamente immediate a perplessità ricorrenti – mantiene la promessa del sottotitolo.
Scritto dalla pescarese Ludovica Zamponi, insegnante e ricercatrice in Paleografia e Archivistica, I dilemmi della grammatica italiana non è un manuale dal formato enciclopedico, accessibile solo agli specialisti. Si presenta piuttosto come una raccolta di schede dall’impronta didattica, organizzate in quattro nuclei tematici: dilemmi ortografici, dilemmi morfologici, dilemmi lessicali ed errori clamorosi.
La prima parte, che è la più corposa, si sofferma sulla corretta grafia delle forme plurali, delle terminazioni e dei gruppi consonantici più ostici (come -ccu e -qqu, –gn e -gni) per poi analizzare le forme separate e fuse di vocaboli spesso confusi (come là dove e laddove) e approfondire lemmi che si scrivono in modo simile, ma hanno significati diversi (come specificamente e specificatamente) o identici (come annaffiare o innaffiare). Dopo aver evidenziato numerosi casi di grafie solo apparentemente corrette (si scrive colluttorio o collutorio? Aeroplano o aereoplano?) e aver riflettuto sull’importanza dell’armonia delle parole, analizzando l’uso della d eufonica, si distingue tra elisione (che richiede l’apostrofo) e troncamento (che non lo richiede), si affronta la scelta dell’accento (acuto o grave) per poi concludere con il corretto impiego della punteggiatura e dei segni grafici.
La sezione sui dilemmi morfologici tratta la forma plurale dei nomi composti (come pescespada, capocomico, crocevia) e dei termini inglesi usati nella lingua italiana (è corretto film o films?).
L’unità sui dilemmi lessicali analizza invece alcune espressioni più consone da usare nei rispettivi contesti di riferimento (quando si deve optare per dizionario e quando per vocabolario?).
La parte conclusiva, ironicamente intitolata S.O.S. Orrori Spaventosi, ha il dichiarato obiettivo di scongiurare gli errori più grossolani di parlanti e scriventi, fornendo ammonimenti e spiegazioni su concordanze verbali, corretto utilizzo di verbi servili e ausiliari, aggettivi, articoli, avverbi, congiunzioni e pronomi.
Basandosi su una bibliografia e una sitografia di indiscussa autorevolezza – che contempla fonti pubblicate da istituzioni quali Accademia della Crusca e Istituto Treccani e da studiosi come Tullio De Mauro e Luca Serianni, giusto per citare i più noti al grande lettorato – Zamponi riesce abilmente a mediare tra la complessità nozionistica che solitamente si riscontra nei testi per specialisti e la semplificazione pratica richiesta da chi desidera superare le difficoltà grammaticali e migliorare le competenze linguistiche da spendere nella quotidianità.
È evidente che l’esperienza maturata in anni di insegnamento nella scuola secondaria di secondo grado ha fatto acquisire all’autrice la chiarezza espositiva necessaria a rendere immediata la comprensione delle regole grammaticali. Pur adottando un tono prevalentemente prescrittivo, ci sono casi in cui Zamponi non si limita a indicare ciò che è giusto o sbagliato, ma – consapevole del fatto che le lingue vive sono in continua evoluzione – lascia spazio a soluzioni di possibile compromesso.
Il ricorso a esempi tratti da situazioni comunicative della vita quotidiana e a spiegazioni etimologiche e storico-linguistiche brevi ed efficaci – associato a un progetto grafico che contempla un uso ben ragionato di tabelle, font e colori, volto a evidenziare i punti chiave – facilita la memorizzazione delle soluzioni proposte.
I dilemmi della grammatica italiana è un vero strumento di autodifesa dalle lacune e dagli errori conseguenti, che non solo limitano le potenzialità espressive del mittente del messaggio, ma talvolta rendono anche maldisposti e diffidenti i destinatari del medesimo. Il primo passo per instaurare la fiducia necessaria affinché la comunicazione tra gli interlocutori avvenga compiutamente è essere padroni della lingua che si utilizza. Il prontuario di Zamponi offre un ottimo metodo pratico per diventarlo.
Il libro in una citazione
«Ma che vale amar la propria lingua se non si studia?»
E. De Amicis, L’idioma gentile, 1905
21 dicembre 2025
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