Nel suo doloroso percorso verso l’età adulta, la protagonista del racconto lungo della scrittrice inglese sfida gli stereotipi dell’Ottocento e si rivela estremamente contemporanea
di Manuela Mongiardino

Lontano nel tempo
Autrice: Elizabeth Gaskell
Traduttore: Massimo Ferraris
Editore: elliot
Anno edizione: 2021
Anno prima edizione: 1859 (Inghilterra)
Genere: Classici
Pagine: 80
Consigliato a chi predilige la narrativa breve e ama immergersi in un’atmosfera invernale, in cui i sentimenti si accordano alla natura piovosa e nebbiosa della campagna inglese, e a chi ama leggere storie di resilienza femminile.
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… per l’intransigenza e la statura morale della protagonista, per i grandi sentimenti che tentano di emergere in un’ambientazione cupa come quella creata dagli interni delle abitazioni in pietra e per l’atmosfera della brughiera.
Lontano nel tempo, pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel 1855 nella raccolta My Lady Ludlow, è un racconto di Elizabeth Gaskell, scrittrice vittoriana, che narra la storia di Susan Dixon. La famiglia della protagonista vive in una produttiva tenuta agricola nella contea dello Yorkshire. Susan prova interesse per Michael, figlio di amici di famiglia, mandato presso i Dixon a imparare il mestiere di amministratore. Le famiglie vedono di buon occhio un’eventuale unione tra Michael e Susan e organizzano il fidanzamento.
Quando la madre di Susan si ammala, sul letto di morte le chiede di prendersi cura del fratello Will al posto suo. Il fratello, che ha qualche anno meno di lei, è una persona vulnerabile e la promessa fatta alla madre diventa per lei una missione.
Dopo un’epidemia di tifo, che colpisce tutta la famiglia, la situazione si complica: il padre muore quando anche Susan è in fin di vita e la malattia lascia al fratello complicanze nervose che non gli permettono di rimanere mai solo. La scelta se rimanere al fianco di Will o affidarlo a un istituto di cura e sposare Michael, come quest’ultimo suggerisce, diventa il cardine su cui ruotano le emozioni e le vicende dei personaggi principali. Quando Susan decide di restare con il fratello, il fidanzamento con Michael s’interrompe, e segna il suo destino.
Susan diventa una figura nota per la sua forza, determinazione e fermezza: gestisce la tenuta di famiglia con autorità, facendosi carico delle responsabilità, ma la sua scelta grava sempre su di lei. Proprio per questo Lontano nel tempo è un racconto lungo che esplora il percorso doloroso verso l’età adulta e il peso morale del dovere famigliare.
Gaskell è una scrittrice britannica vissuta nella prima metà dell’Ottocento, la cui infanzia è stata segnata da una serie di lutti: la madre morì quando lei aveva solo un anno, l’unico fratello quando di anni ne aveva dodici. Fu adottata da una zia, che pensò anche alla sua istruzione; così Elizabeth assorbì un atteggiamento liberale e tollerante, che la incoraggiò a leggere molto, facendosi opinioni proprie.
La distanza dal padre e i rapporti difficili che lui aveva con la parente contribuirono ad allentare il legame con il genitore; per questo l’assenza e la complessità dei rapporti famigliari sono temi presenti nella narrativa di Gaskell.
Gaskell scrive utilizzando un linguaggio semplice sia nei dialoghi sia nelle descrizioni del paesaggio, come anche nelle sfumature che riesce a dare dell’animo femminile. Quello che piace a un lettore attento è proprio la sua scrittura caratterizzata da una prosa limpida, ben equilibrata tra realismo e introspezione psicologica. In questo racconto la scrittrice rende i suoi personaggi vividi e memorabili, attraverso la sua capacità di condensare in un racconto emozioni, conflitti morali e dinamiche sociali.
Nel ritrarre la condizione femminile del suo tempo, Gaskell descrive Susan come una donna autonoma e coraggiosa, che tuttavia desidera nascondere la sua fragilità.
In Lontano nel tempo ricorrono tutti i temi presenti negli scritti dell’epoca: impegno sociale, descrizione dell’ambiente di campagna, malattia, povertà, abnegazione. Pur soffrendo e facendo scelte dolorose, Susan non cede al rimpianto o al disimpegno: la sua forza morale è un modello di resilienza. Sembra accettare il suo destino come inevitabile, diventando un esempio di sacrificio per la famiglia. La malattia mentale di Will e la scelta di Susan sollevano domande morali: cosa significa prendersi cura di una persona vulnerabile? Si sottolinea che le donne nell’epoca vittoriana possono assumere ruoli “non convenzionali”: non solo mogli o madri, ma anche responsabili economiche, custodi morali e figure di autorità nella famiglia.
Il fatto che Susan scelga di non allontanarsi dal fratello malato, rifiutando una soluzione “socialmente accettabile” – affidare Will a un istituto – è una denuncia implicita del modo in cui la società vittoriana considerava le malattie mentali, che venivano tenute nascoste. Susan è una donna che rappresenta il concetto di sacrificio femminile: rinuncia al matrimonio e all’amore romantico per restare accanto al fratello fragile. La protagonista svolge sì compiti allora considerati tipicamente femminili, come il prendersi cura del fratello, ma ha anche caratteristiche che venivano associate all’uomo, come la forza fisica, e al suo ruolo nella società, come il dovere di provvedere economicamente alla famiglia. Nel finale, Susan assume il ruolo di protettrice e capofamiglia: è lei a diventare il pilastro della casa e a prendersi cura delle persone più svantaggiate. Questo aspetto fluido della sua identità di genere è significativo: Gaskell non dipinge Susan come una donna debole, ma come un personaggio complesso, che sfida gli stereotipi del tempo, laddove il protagonista maschile Michael dimostra la sua debolezza abbandonando Susan al suo carico di problemi.
Gaskell, nei suoi scritti, descrive non solo la campagna della sua infanzia, ma anche la città Manchester, dove visse con il marito, luogo in cui con maggiore evidenza si nota il passaggio da una società contadina a una industriale. La morte in tenera età del figlio William (1844) fu per lei un trauma; il marito le consigliò di reagire con un’attività che richiedesse intensa e prolungata concentrazione e fu così che iniziò a scrivere. La perdita e la cura profusa per il fratello Will in questo racconto ricalcano la dolorosa perdita del figlio nella vita reale.
Gaskell, con Lontano nel tempo, offre un ritratto intenso e profondamente umano di una donna – Susan, per l’appunto – che naviga tra dovere, amore, sacrificio e responsabilità. Non è una figura idealizzata: è realistica, complessa e piena di contraddizioni. Ma è proprio in queste sue contraddizioni che la scrittrice esprime la sua modernità: nonostante le limitazioni sociali dell’epoca vittoriana, Susan dimostra una forte autonomia. Non è una donna passiva: organizza la casa, gestisce la proprietà e prende decisioni importanti; segno che Gaskell voleva mostrare una femminilità dotata di carattere e capacità di leadership.
Il libro in una citazione
«E così avvenne che gli ultimi giorni dell’esistenza di Susan Dixon furono migliori di quelli che li avevano preceduti.»
9 dicembre 2025
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