• Home
  • Recensioni
    • Letteratura
      • Classici
      • Storia e critica letteraria
    • Narrativa
      • Fantascienza
      • Fantasy
      • Fumetti & Graphic Novel
      • Gialli & Noir
      • Horror & Gotico
      • Moderna e contemporanea
      • Racconti
      • Romanzo rosa
      • Romanzo storico
      • Umorismo
    • Varia
      • Arte e spettacoli
        • Arte
        • Cinema
        • Musica
      • Cucina
      • Filosofia
      • Linguistica
      • Media e Comunicazione
      • Scienze
        • Psicologia
      • Società
      • Sport
      • Storia
      • Storie vere
        • Autobiografie
        • Biografie
        • Memoir
        • Reportage
    • Bambini e ragazzi
      • Da 3 anni
      • Da 4 anni
      • Da 6 anni
      • Da 10 anni
      • Da 12 anni
      • Da 14 anni
  • Interviste
  • Speciali
  • Dizionario
  • Playlist

Let's Book

Libri per chi ama davvero leggere

Shittysburg, la vita dopo la violenza di genere

In un romanzo breve dal tono spietatamente sincero, Rachele Salvini racconta l’accidentato percorso di guarigione di una sopravvissuta alle prese con la mentalità sessista della provincia americana

di Sonia Vaccaro

La copertina del libro "Shittysburg" di Rachele Salvini (Pidgin Edizioni)

⭐⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4.5 su 5.

Shittysburg
Autrice: Rachele Salvini
Editore: Pidgin
Anno di pubblicazione: 2025
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 80

Consigliato a coloro che desiderano riflettere sulla complessità del percorso di guarigione necessario a chi subisce violenza di genere.

Se ti interessa, leggi anche
Lucky di Alice Sebold. Traduzione di Claudia Valeria Letizia. edizioni e/o 2018
Memoir che racconta l’impervio percorso di recupero intrapreso dall’autrice dopo aver subito uno stupro all’età di diciott’anni.

Durante il viaggio di ritorno dalla clinica psichiatrica, in cui è stata ricoverata per tre settimane, Camel le compra due sacchetti di patatine McDonald’s e poi la scarica dall’auto (e dalla sua vita) davanti casa, a Shittysburg. Ma questa non è l’unica novità che la giornata le riserva. Dopo aver varcato la soglia ed essersi goduta qualche coccola di Marlboro, l’amato gatto dal pelo grigio, si accorge che il suo vibratore preferito e una scatola di anelli sono spariti. Intraprende così alcune ricerche per recuperare la surreale refurtiva che, in realtà, sono solo un pretesto per avviare profonde indagini personali volte a recuperare se stessa. Tra sospetti, ricordi e nuove ferite cerca di ricostruire la propria identità di sopravvissuta a mano a mano che tenta di scoprire quella di chi ha commesso il furto. Ripercorre quindi le relazioni tossiche avute con uomini incapaci di amarla e il non-rapporto intessuto con la madre, presente solo a parole, e il padre, del tutto assente.

Shittysburg, il nuovo romanzo breve di Rachele Salvini pubblicato da Pidgin Edizioni nella collana di letteratura underground Stormo, è dirompente per scelte sostanziali e formali. Non è la prima volta che Salvini – scrittrice e traduttrice nata a Livorno e trapiantata negli Stati Uniti, dove tiene corsi universitari di scrittura creativa – affronta temi tanto complessi. Già nei romanzi No Big Deal e Pelli, pubblicati da nottetempo rispettivamente nel 2024 e nel 2025, si è occupata di abusi, dipendenze, violenza, predazione e riscatto.

Con Shittysburg si concentra sui meccanismi sottaciuti e sui gravi ostacoli del percorso di guarigione necessario alle donne che subiscono violenza di genere. Nel posare lo sguardo sulle conseguenze psicologiche di un trauma tanto devastante, scardina i cliché che talvolta caratterizzano narrazioni sul tema non pienamente viscerali.

La trentenne senza nome che si racconta con molta sincerità nelle densissime ottanta pagine di Shittysburg è ragionevolmente spaventata e confusa, è dilaniata dal bisogno di sentirsi amata – e perciò valorizzata – ed è pronta a soddisfarlo anche a costo di annullarsi. Al dolore fisico e mentale si aggiunge il risentimento verso la comunità giudicante di Shittysburg, respingente cittadina della provincia americana che si fa portatrice di grandi disillusioni e diventa metafora dell’anima avvilita e della personalità frustrata della giovane donna, facendone emergere in modo lampante lo sradicamento e la solitudine. A Shittysburg il sessismo è così inestirpabile che le sopravvissute che hanno il coraggio di denunciare sono indotte a sentirsi in colpa e addirittura a tenere un atteggiamento comprensivo verso gli uomini oppressivi e violenti che hanno sconvolto la loro vita.

La scrittura di Salvini procede per immagini, rappresentate mediante una voce femminile schietta, a tratti feroce e disturbante, che riversa sulla pagina i pensieri intrusivi della protagonista come un fiume in piena. La prosa alterna crudo realismo e ironia, quest’ultima spesso adattata ad arma di sopravvivenza in un contesto di degrado morale e fisico.

La voce narrante usa elenchi spesso anaforici, si autocommenta in nota e gioca di strategia con i nomi propri: lo stesso composto “Shittysburg” è un’evidente storpiatura dispregiativa di Gettysburg, località della Pennsylvania in cui Salvini, come si legge nelle note biografiche, “ha vissuto i tre anni peggiori della sua vita (per ora)”.

Attraverso il ricorso a una lingua colloquiale e contaminata da espressioni scurrili, viene dato sfogo al dolore e alla rabbia in un racconto senza filtri, che passa con estrema facilità dalla commozione al sarcasmo e trasforma anche la volgarità in una forma di verità, consentendo a chi legge di entrare immediatamente in relazione con le emozioni di chi narra. L’impatto che ne deriva è così forte che nelle prime fasi potrebbe lasciare disorientati, ma il progetto di scrittura è talmente ben congeniato da palesare le sue motivazioni nel giro di pochissime pagine.

Il percorso che Salvini ha voluto raccontarci non ha il sentore della rinascita, come quello che lei stessa, stando a quanto scritto nei ringraziamenti, sembra invece essere riuscita intraprendere; non si propone di offrire soluzioni semplici a questioni molto complesse, ma ha la grande potenzialità di porre ulteriori domande cui tutti siamo chiamati a rispondere per estirpare un fenomeno tanto strutturale qual è la violenza di genere.

Il monologo interiore della protagonista di Shittysburg merita di essere letto in intimità e riletto a voce alta, ascoltato con attenzione – anche a teatro, perché no – e interiorizzato da chiunque, oppressori e oppresse, liberatori e sopravvissute, uomini e donne.

Il libro in una citazione
«Gli dicevo che doveva andarsene, ma quando minacciava di farlo davvero non volevo che se ne andasse mai.»

28 novembre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie d'apertura// Recensioni dei lettori// Recensioni Moderna e contemporanea// Recensioni Narrativa// Ultime

« Ultima notte da poveri, racconti fuori dal comune
La mia Russia, il reportage che non troverai mai sui media asserviti al potere »

Iscriviti alla nostra newsletter!

altri libri

Dettaglio della copertina del libro "Maledetti '70" (Gog Edizioni)

Maledetti ’70, storie note e meno note di un decennio oscuro

Dettaglio della copertina "Fame d'aria" di Daniele Mencarelli (Mondadori)

Fame d’aria, il senso di oppressione di un padre sofferente nella prosa poetica di Mencarelli

Dettaglio della copertina del libro "Le cose importanti" di Gianluca Vialli con la curatela di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti (Mondadori)

Le cose importanti secondo Gianluca Vialli

Dettaglio della copertina del libro "Aggiustare l'universo" di Raffaella Romagnolo (Mondadori)

Aggiustare l’universo, la delicatezza nel narrare l’amore e il dolore

La copertina del libro "L'album dei sogni" di Luigi Garlando (Mondadori)

L’album dei sogni realizzati

  • Bluesky
  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Telegram
  • Threads
  • WhatsApp

COS’È LET’S BOOK   IL NOSTRO TEAM   COLLABORA CON NOI

COOKIE POLICY    NOTE LEGALI    PRIVACY POLICY

Copyright © 2025 - LETSBOOK.ORG di SONIA VACCARO e STEFANO PALLADINI - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI