La raccolta di racconti di Cinzia Della Ciana invita a comporre le infinite melodie che lo spartito della vita propone e a evitare di suonare sempre e solo i medesimi accordi
di Manuela Mongiardino

Solfeggi (o del misurarsi nello smarrimento che battute dello spartito quotidiano provocano)
Autrice: Cinzia Della Ciana
Editore: Helicon
Anno edizione: 2018
Genere: Racconti
Pagine: 108
Note: Prefazione di Andrea Scanzi
Consigliato a lettori che apprezzano una prosa realistica e senza orpelli, che riflette sulla nostra quotidianità, nonché testi brevi e capaci di suscitare un sorriso consapevole.
Solfeggi raccoglie riflessioni sulla vita ordinaria, osservazioni sul mondo circostante, microstorie e considerazioni personali. Ogni testo è una “nota” che compone una sorta di partitura emotiva: memoria, percezione, relazioni e malinconie si alternano. L’autrice, Cinzia Della Ciana, è consapevole che nel caos della quotidianità si può trovare un’armonia, ma ogni volta si rischia di sbagliare approccio.
Interessante la strategia di Della Ciana, che intitola tutti i racconti allo stesso modo, iniziando con “Dell’inquietudine di…” (per esempio: “Dell’inquietudine da questionari telefonici”; “Dell’inquietudine da regalo ‘riciclato’”, “Dell’inquietudine da assemblea condominiale”). Solo apparentemente si tratta di una scelta ripetitiva perché, adottandola, da una parte viene sottolineato lo stato d’animo dei protagonisti e dall’altra viene ribadito che ci sono infinite combinazioni musicali che portano a melodie sempre diverse, ma noi ci limitiamo sempre alla solita scala di sette note senza variazioni.
Lo stato d’animo descritto è quello provato in situazioni in cui anche i lettori si riconoscono e, allo stesso modo, si propongono di agire diversamente in futuro: quando si recano all’assemblea condominiale controvoglia e, pur avendo una lunga lista di argomenti da opporre, se ne tornano a casa dileggiati e senza aver concluso niente di utile; ogni volta che team building o cene degli auguri evocano strane atmosfere e portano divisione più che aggregazione; quando qualcuno ricicla un regalo, fa l’abbonamento annuale in palestra pur sapendo di non essere poi così sportivo, o non trova il coraggio di riagganciare al call center di turno. Anche se i racconti finiscono con il proposito di cambiare, riproponendo il refrain “Mai più!”, puntualmente i protagonisti ci ricascano.
Della Ciana, avvocata, ha iniziato a cimentarsi con lo scrivere poesia, poi con questo libro si è messa alla prova nella narrativa breve. Attenta alle dinamiche interiori, predilige uno stile che giunge subito al punto e riesce a stuzzicare le nostre emozioni e a strapparci una risatina, facendoci riflettere.
Come dichiarato dalla stessa autrice, questa raccolta di racconti trova la sua genesi nella pratica musicale, che l’ha vista alle prese con spartiti sempre diversi; cosa che le ha fatto venire in mente come la nostra vita si giochi proprio su un pentagramma che, nonostante l’infinita possibilità di musica che possiamo comporre con le note, non concede spazio al cambiamento del nostro quotidiano, laddove continuiamo a far risuonare le solite poche note a disposizione.
Solfeggi è una raccolta di racconti che fa riflettere sui nostri comportamenti routinari. Il libro può essere considerato una collezione di testi in bilico tra il serio e il faceto, in cui traspare l’esperienza dell’autrice e di noi tutti.
La lingua è curata, limpida, schietta, e si lascia andare in espressioni toscane facilmente comprensibili da tutti e che danno un certo brio alle storie e alla caratterizzazione dei personaggi. Lo stile ironico porta il lettore alla riflessione, con un ritmo interno che ricorda appunto il solfeggio: brevi sequenze di pensiero, cadenze, pause.
Solfeggi è una lettura piacevole per chi ama una scrittura realistica, non impegnativa, ma che fa riconsiderare i propri comportamenti. La frammentazione fa parte della struttura del testo: ogni tassello aggiunge una nota a un discorso più ampio, quello dell’osservazione sensibile del reale. Non si trovano colpi di scena, bensì risonanze interiori: chi legge è invitato ad ascoltarsi.
Particolarmente apprezzabili sono l’uso dell’ironia e la sensazione d’immedesimazione che ogni situazione raccontata suscita: in questi brevi testi ironici il quotidiano diventa un vero specchio per chi legge e si rivede nella quotidianità descritta con un sorriso dolce-amaro.
Una sensazione diversa la trasmette il settimo capitolo, “Dell’inquietudine da parcheggio selvaggio”, che narra di un rampante agente immobiliare che, disattendendo norme non scritte, viola anche le regole del rispetto per chi è più svantaggiato di noi; qui la risatina non arriva e il lettore potrebbe piuttosto percepire una nota stonata.
Solfeggi è una lettura ideale per chi cerca un libro da assaporare a piccoli sorsi, proprio come i dodici brevi capitoli che compongono il testo.
Il libro in una citazione
«È l’ultima volta che acconsento a parlare con un operatore di un call center, non accadrà mai più! Mai più!»
24 novembre 2025
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