Con un romanzo ambientato in un grande negozio di arredamento, l’americano Grady Hendrix non suscita solo paura ma spinge anche a riflettere su cosa si diventa quando si è costretti a subire condizioni lavorative svantaggiose
di Eva Garavaglia

Horrorstör
Autore: Grady Hendrix
Editore: Mondadori
Traduttrice: Rosa Maria Prencipe
Anno edizione: 2021
Anno prima edizione: 2014 (Usa)
Genere: Horror & Gotico
Pagine: 264
Consigliato a chi ama l’horror con una vena sociale e a chi ha sempre trovato un po’ agghiacciante la perfezione nei negozi di arredamento.
Ambientato in epoca contemporanea all’interno di un enorme negozio di arredamento chiamato Orsk — una parodia estremizzata dell’Ikea — Horrorstör di Grady Hendrix racconta la storia di Amy, una giovane impiegata disillusa che lavora nel punto vendita di Cleveland, Ohio. Le giornate scorrono monotone tra turni infiniti, clienti difficili e sorrisi finti, ma tutto cambia quando all’apertura lei e gli altri dipendenti trovano il negozio vandalizzato e il suo capo, Basil, le chiede di fare un turno notturno insieme a lui e alla collega Ruth Anne per scoprire cosa sta succedendo.
Quella che inizia come una banale indagine aziendale si trasforma presto in un incubo claustrofobico. Quando, nel giro di perlustrazione, Amy e Ruth Anne incontrano due colleghi, Trinity e Matt, intrufolatisi nel negozio perché convinti che sia popolato da fantasmi, scoprono che questo è costruito sopra un antico penitenziario e le anime dei prigionieri cercano vendetta.
Dietro a una storia di fantasmi si nasconde una satira feroce del capitalismo, della cultura aziendale e del mondo del lavoro in generale. I personaggi principali rispecchiano varie situazioni tipiche dell’ambiente lavorativo: Amy, ventiquattrenne, rappresenta la precarietà e anche la difficoltà di intraprendere un percorso universitario senza il supporto dei genitori; Ruth Anne esemplifica la dipendenza emotiva dal lavoro e della necessità di appartenere a qualcosa, mentre Basil è il classico manager zelante e ossequioso alle regole aziendali e che, per questo, risulta insopportabile, ma dietro tali comportamenti cela la paura del fallimento.
Il tema principale del romanzo è la critica al mondo del lavoro che genera alienazione. In Orsk ogni comportamento è definito da un manuale e i manifesti pubblicitari che descrivono il negozio “una casa per tutti” e il lavoro “una libera scelta” risultano soffocanti per i dipendenti.
Anche il capitalismo è messo sotto attacco da un duplice punto di vista: da un lato, il consumismo estremo genera perdita dell’individualità e desiderio di omologarsi a un’idea di casa perfetta; dall’altro, per poter vendere questo sogno, si sfruttano i lavoratori imponendo turni lunghi e paghe basse. Un esempio è Amy che, col suo stipendio, fatica a pagare l’affitto di una casa condivisa con alcuni coinquilini e ambisce a un “lavoro da seduta”, più tranquillo e remunerativo.
Interessante è anche come Hendrix affronta la paura del fallimento, sentimento contemporaneo. Per Amy il terrore – non solo di fallire ma anche di arrivare a toccare il fondo – si traduce sempre in una fuga dalle situazioni che la spaventano, mentre Basil si fa scudo con l’inattaccabilità derivante dal seguire pedissequamente manuali e linee guida.
Il volume si presenta come un catalogo Ikea, completo di illustrazioni di mobili in vendita, che diventano progressivamente più macabri a mano a mano che la storia procede, esattamente come accade per la narrazione, che inizialmente strappa quasi una risata per le dinamiche aziendali e che via via diventa sempre più agghiacciante.
La scrittura è scorrevole e caratterizzata dall’alternarsi di descrizioni minuziose degli ambienti a scene di puro terrore fisico e psicologico. Infatti si tratta di un horror che non usa jumpscare o altri espedienti banali per suscitare paura: a creare angoscia sono i corridoi labirintici, i mobili orrorifici e il lavoro, inteso anche come espiazione delle proprie colpe. Anche gli slogan pubblicitari, che all’apparenza veicolano messaggi positivi, hanno una chiave di lettura spaventosa.
Horrorstör è quindi un horror intelligente, che riesce a spaventare e far riflettere allo stesso tempo. Questa risulta essere la cifra stilistica di Hendrix, scrittore e giornalista americano, che ripropone tale connubio anche in altri romanzi, come Guida al trattamento dei vampiri per casalinghe (Mondadori, 2020).
Il libro in una citazione
«Da Orsk la gente ha un lavoro. È una vocazione. La responsabilità verso qualcosa più grande di te. Il lavoro ti dà un obiettivo. Ti permette di costruire qualcosa che continua a vivere dopo che tu non ci sei più. Il lavoro ha uno scopo che va oltre guadagnare soldi.»
19 novembre 2025
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