• Home
  • Recensioni
    • Letteratura
      • Classici
      • Storia e critica letteraria
    • Narrativa
      • Fantascienza
      • Fantasy
      • Fumetti & Graphic Novel
      • Gialli & Noir
      • Horror & Gotico
      • Moderna e contemporanea
      • Racconti
      • Romanzo rosa
      • Romanzo storico
      • Umorismo
    • Varia
      • Arte e spettacoli
        • Arte
        • Cinema
        • Musica
      • Cucina
      • Filosofia
      • Linguistica
      • Media e Comunicazione
      • Scienze
        • Psicologia
      • Società
      • Sport
      • Storia
      • Storie vere
        • Autobiografie
        • Biografie
        • Memoir
        • Reportage
    • Bambini e ragazzi
      • Da 3 anni
      • Da 4 anni
      • Da 6 anni
      • Da 10 anni
      • Da 12 anni
      • Da 14 anni
  • Interviste
  • Speciali
  • Dizionario
  • Playlist

Let's Book

Libri per chi ama davvero leggere

Junx, il male di vivere in Sudafrica

Nell’unico romanzo finora pubblicato di Tshidiso Moletsane, prematuramente scomparso nel 2024, un narratore anonimo si confronta con la fragilità mentale e il dolore esistenziale in un crescendo psichedelico di riflessioni sulla razza, sull’identità e sulla povertà postapartheid nella Johannesburg del terzo millennio

di Enzo Palladini

La copertina di "Junx. Non basterebbe una notte" di Tshidiso Moletsane (Pidgin)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

Junx. Non basterebbe una notte
Autore: Tshidiso Moletsane
Editore: Pidgin
Traduttore: Stefano Pirone
Anno edizione: 2025
Anno prima edizione: 2021 (Sudafrica)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 120

Consigliato a chi non ha paura di affrontare le contraddizioni del nuovo Sudafrica.

Se ti interessa, leggi anche
Nevrosi di Tsitsi Dambarengba. Traduzione di Stefano Pirone. Pidgin Edizioni 2024.
Sulle condizioni di vita nello Zimbabwe subito dopo la fine del colonialismo.

Un viaggio a velocità elevatissima, limitato nel tempo a una sola giornata, ma densissimo di vita, di pensieri, di sofferenza. Siamo nella Johannesburg del terzo millennio, l’apartheid in Sudafrica sembra un lontano ricordo, ma è ovvio che continuano a esistere delle classi sociali ben definite, impossibili da scalare o da violare. Si vive il momento, il tutto e subito, anche quando le possibilità economiche sono nulle.

In Junx. Non basterebbe una notte, romanzo di Tshidiso Molestane, il lettore viene guidato in questo viaggio senza respiro da un anonimo narratore. Il ragazzo che si racconta (che poi è lo stesso autore) ha circa vent’anni e soffre di depressione, praticamente da sempre. Abita in una catapecchia a Dobsonville, un sobborgo di Johannesburg. La sua unica vera compagnia è un amico immaginario che si chiama Ari. È un animale, ma nessuno sa di che tipo: è basso, ha una pelliccia nera e macchie bianche sugli occhi e sulle zampe. È un bipede che occasionalmente cammina a quattro zampe. Soprattutto, ha sempre ragione. Parla con il protagonista del libro, solo con lui. Vede cosa sta accadendo in altri luoghi e a modo suo sa predire il futuro.

Il protagonista-narratore, come molti giovani di quella parte di mondo, non sembra molto preoccupato di quello che gli riserverà il futuro. Vive il presente, senza costrizioni. Nel corso di questa interminabile giornata si dedica a ogni tipo di abusi: si scola vodka in quantità, fuma spinelli a breve distanza tra di loro, beve una tisana allucinogena (i terribili “fiori di luna”) e lecca due francobolli imbevuti di Lsd. Incontra gente che si approfitta di lui, raggira ragazzi olandesi che gli chiedono di procurare della droga, s’intrattiene con vari amici e con ragazze stupende, con l’obiettivo di tirare sera e partecipare alla festa più importante dell’anno in città, la Sexy-Honey-Super-Chubby.

Il titolo Junx. Non basterebbe una notte non è totalmente spiegato. Non è mai specificato il significato di Junx, mentre è chiaro che non basterebbe una notte per raccontare tutte le contraddizioni e le miserie di una metropoli come Johannesburg, dei suoi sobborghi invivibili, i sogni – puntualmente infranti – di tutti i ragazzi che ci abitano.

Il Sudafrica è un Paese molto affascinante dal punto di vista naturalistico, ma anche altamente complesso da governare, portandosi dietro secoli e secoli di razzismo legittimato e legalizzato. Il male di vivere è una somma di molti fattori: la povertà, la droga, l’alcolismo, la depressione cronica di cui soffre fin da bambino anche il nostro protagonista.

Affascina lo stile dell’autore, Tshidiso Molestane. È esplosivo, parte a cento all’ora e non decelera mai. Crudo come può esserlo il linguaggio della strada in posti che conoscono molto bene la disperazione. Si parla senza reticenze e senza falsi pudori di sesso, di droga, di alcol. Ma all’interno di questa giornata psichedelica, il protagonista ha anche il tempo di dedicarsi a riflessioni molto profonde sul senso della vita, sulla gestione politica del Sudafrica, sul panorama internazionale, sulla religione. Arriva a raccontare che ai tempi dell’apartheid il governo creò i cosiddetti “bantustan”, dei veri e propri ghetti per separare le diverse etnie, con l’intento di creare divisioni in grado di alimentare l’odio tra le tribù.

La bozza di Junx venne consegnata per la prima volta all’editore a Johannesburg, dove nacque l’autore, nel 2016. Il lavoro di Moletsane piacque molto, ma quando stava per essere firmato il contratto per la pubblicazione, Moletsane venne sequestrato. Gli appunti per il completamento dell’opera erano annotati sul cellulare, che andò perso durante il sequestro, insieme all’auto. Moletsane ricominciò tutto da zero. Nel 2021 finalmente Junx. Non basterebbe una notte venne pubblicato. Nel 2022 vinse il prestigioso premio Sunday Times Literary Award. L’autore è morto nel 2024 e questo a ora risulta essere l’unico suo libro pubblicato.

Il libro in una citazione
«La mia malinconia è diventata parte della mia persona. È diventata una parte così irrevocabile di me che quando se ne va la rivoglio.»

14 novembre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie d'apertura// Recensioni dei lettori// Recensioni Moderna e contemporanea// Recensioni Narrativa// Ultime

« Il male è di famiglia, ma Leonid McGill lotta per estirparlo
Come sopravvivere ai social network e imparare a usarli senza lasciarsi usare »

Iscriviti alla nostra newsletter!

altri libri

Dettaglio della copertina del libro "Maledetti '70" (Gog Edizioni)

Maledetti ’70, storie note e meno note di un decennio oscuro

Dettaglio della copertina "Fame d'aria" di Daniele Mencarelli (Mondadori)

Fame d’aria, il senso di oppressione di un padre sofferente nella prosa poetica di Mencarelli

Dettaglio della copertina del libro "Le cose importanti" di Gianluca Vialli con la curatela di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti (Mondadori)

Le cose importanti secondo Gianluca Vialli

Dettaglio della copertina del libro "Aggiustare l'universo" di Raffaella Romagnolo (Mondadori)

Aggiustare l’universo, la delicatezza nel narrare l’amore e il dolore

La copertina del libro "L'album dei sogni" di Luigi Garlando (Mondadori)

L’album dei sogni realizzati

  • Bluesky
  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Telegram
  • Threads
  • WhatsApp

COS’È LET’S BOOK   IL NOSTRO TEAM   COLLABORA CON NOI

COOKIE POLICY    NOTE LEGALI    PRIVACY POLICY

Copyright © 2025 - LETSBOOK.ORG di SONIA VACCARO e STEFANO PALLADINI - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI