• Home
  • Recensioni
    • Letteratura
      • Classici
      • Storia e critica letteraria
    • Narrativa
      • Fantascienza
      • Fantasy
      • Fumetti & Graphic Novel
      • Gialli & Noir
      • Horror & Gotico
      • Moderna e contemporanea
      • Racconti
      • Romanzo rosa
      • Romanzo storico
      • Umorismo
    • Varia
      • Arte e spettacoli
        • Arte
        • Cinema
        • Musica
      • Cucina
      • Filosofia
      • Linguistica
      • Media e Comunicazione
      • Scienze
        • Psicologia
      • Società
      • Sport
      • Storia
      • Storie vere
        • Autobiografie
        • Biografie
        • Memoir
        • Reportage
    • Bambini e ragazzi
      • Da 3 anni
      • Da 4 anni
      • Da 6 anni
      • Da 10 anni
      • Da 12 anni
      • Da 14 anni
  • Interviste
  • Speciali
  • Dizionario
  • Playlist

Let's Book

Libri per chi ama davvero leggere

Infinite Jest, affresco sulla ricerca dell’identità e della felicità 

L’enciclopedico romanzo dell’indimenticato David Foster Wallace offre un’esperienza di lettura unica per gli argomenti di approfondimento psicologico e sociale e l’innovativa struttura letteraria 

di Elisa Vuaran

La copertina del libro "Infinite Jest" di David Foster Wallace (Einaudi)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

Infinite Jest
Autore: David Foster Wallace
Editore: Einaudi
Traduttori: Edoardo Nesi, Annalisa Villoresi, Grazia Giua
Anno edizione: 2016
Anno prima edizione: 1996 (Usa)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 1296

Consigliato a chi apprezza i libri di Chuck Palahniuk (per affinità stilistica).

Siamo a Boston, Usa. O meglio, nel luogo che è poi diventato, non senza malumori da parte soprattutto dei canadesi, l’Onan (Organizzazione delle nazioni americane del Nord) e che comprende Stati Uniti, Messico e Canada, e parte del territorio settentrionale che si trasformato, semplicemente, in una discarica.

In un futuro prossimo non chiaramente precisato, ma verosimilmente vicino alla data di pubblicazione dell’edizione originale (1996) e comunque collocabile entro la prima decade degli anni Duemila, l’America ha ormai smesso di contare gli anni secondo un ordine cronologico. Per decisione del suo Presidente-cantante, ogni anno ha invece il nome di un prodotto commerciale che sponsorizza le attività governative
Sulla collina che domina la città sorgono, una a fianco all’altra, la Enfield Tennis Academy, rigida scuola per giovanissimi prodigi sportivi controllata dalla curiosa e disfunzionale famiglia Incandenza, e la Ennett House, luogo di disintossicazione e recupero per tossicodipendenti dove presta servizio l’ex ladro d’appartamenti Don Gately. Qui, galleggiando, si toccano i destini di tutti i personaggi spinti alla deriva, le cui vite ruotano più o meno inconsapevolmente attorno alla diffusione di una pericolosa “cartuccia” audiovisiva, nota semplicemente come ”l’Intrattenimento” che pare essere così attraente da condannare gli spettatori alla perpetua visione e che il temibile gruppo sovversivo canadese degli Assassini su Sedie a Rotelle sta cerando di accaparrarsi prima che finisca nelle mani della fazione politica opposta.

Sarebbe complesso, oltre che inutile, approfondire ulteriormente la trama di un tomo di quasi milletrecento pagine: il valore di Infinite Jest, non a caso definito enciclopedico, non risiede tanto nello sviluppo di una storia (che in effetti non sembra sempre progredire granché verso una risoluzione e anzi, si fa a tratti addirittura più convoluta) quanto negli argomenti, nell’approfondimento psicologico e sociale, e nell’innovativa architettura letteraria.
Nonostante la presenza di adolescenti tra i protagonisti, la nota opera di David Foster Wallace non è un vero romanzo di formazione e, nonostante i tentativi di redenzione di certi personaggi, non racconta alcun viaggio dell’eroe: Infinite Jest (che nei piani dell’autore doveva intitolarsi, significativamente, A failed entertainment) è un affresco della ricerca della felicità e dell’identità nella moderna società, nello specifico quella di cultura americana, ma con estensione anche universale, con particolare enfasi sugli ostacoli insiti nel percorso. Centralissimi sono i temi delle dipendenze, dei disturbi psichiatrici, delle relazioni famigliari e della pressione imposta dalle aspettative.

La struttura si snocciola attraverso flashback e flashforward, ritagli di articoli, conversazioni, flussi di coscienza, repentini cambi del punto di vista narrativo, documenti tecnici, copioni cinematografici e, soprattutto, circa quattrocento note a margine, che rendono conto quasi di un decimo del volume e che ne rappresentano una parte imprescindibile.

È perciò comprensibile che il primo centinaio di pagine possa essere frustrante, ma una volta entrati nel vivo del meccanismo la lettura si fa più scorrevole permettendo di apprezzare la varietà di registri linguistici e la ricercatezza lessicale – che non significa necessariamente raffinatezza – di David Foster Wallace: scegliere le giuste parole per dare voce ai pensieri di un tossicodipendente in preda a una crisi di astinenza richiede una sensibilità del tutto diversa da quella che serve a far parlare, nelle stesse pagine, un istruito cittadino del Québec con le sue incursioni grammaticali in francese. 

Lettori e lettrici non si lascino scoraggiare: l’iniziale fatica sarà ripagata da una lettura tragicomica, ricca di colore e che lascerà a lungo di che riflettere.

Il libro in una citazione
«(…) Pemulis pensa che Schacht prenda ogni tanto le sostanze un po’ per la stessa ragione per cui bevono superalcolici quelle persone che normalmente non finiscono nemmeno i loro cocktail di frutta: per rendere un po’ diversa e più interessante la loro stressante vita interiore che però è fondamentalmente ok, e non cercano niente più di questo, non cercano sollievo; è un po’ come una forma di turismo; (…).»

10 novembre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

500+ pagine// Notizie d'apertura// Per lettori forti// Recensioni dei lettori// Recensioni Moderna e contemporanea// Recensioni Narrativa// Ultime

« Le Diomedee, un film noir proiettato sulla pagina
Il male è di famiglia, ma Leonid McGill lotta per estirparlo »

Iscriviti alla nostra newsletter!

altri libri

Dettaglio della copertina del libro "Maledetti '70" (Gog Edizioni)

Maledetti ’70, storie note e meno note di un decennio oscuro

Dettaglio della copertina "Fame d'aria" di Daniele Mencarelli (Mondadori)

Fame d’aria, il senso di oppressione di un padre sofferente nella prosa poetica di Mencarelli

Dettaglio della copertina del libro "Le cose importanti" di Gianluca Vialli con la curatela di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti (Mondadori)

Le cose importanti secondo Gianluca Vialli

Dettaglio della copertina del libro "Aggiustare l'universo" di Raffaella Romagnolo (Mondadori)

Aggiustare l’universo, la delicatezza nel narrare l’amore e il dolore

La copertina del libro "L'album dei sogni" di Luigi Garlando (Mondadori)

L’album dei sogni realizzati

  • Bluesky
  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Telegram
  • Threads
  • WhatsApp

COS’È LET’S BOOK   IL NOSTRO TEAM   COLLABORA CON NOI

COOKIE POLICY    NOTE LEGALI    PRIVACY POLICY

Copyright © 2025 - LETSBOOK.ORG di SONIA VACCARO e STEFANO PALLADINI - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI