Attraverso la storia di una sex influencer di successo, che fugge dalla mondanità patinata e si ritrova a fare i conti con un passato pieno di ombre, Fabio Bacà mette a fuoco le criticità del mondo social in cui tutti navighiamo
di Sabrina Colombo

L’era dell’Acquario
Autore: Fabio Bacà
Editore: Adelphi
Anno edizione: 2025
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 357
Consigliato a chi vuol leggere un romanzo che affronta temi importanti in maniera profonda, con uno sguardo acuto e originale sull’attualità.
Chloe Luscher è una giovane sex influencer, una diva da milioni di follower che su OnlyFans mette in vendita contenuti digitali ammiccanti che le garantiscono introiti eccellenti e uno stile di vita di alto livello.
Cinica e disinibita, nasconde eventi del suo passato che l’hanno condotta ad anestetizzarsi dai sentimenti. È distaccata e algida: galleggia sulla superficie lucida delle cose, ma il suo lato oscuro lo dissimula con grande impegno.
Un fraintendimento, un’erronea percezione della realtà la portano ad allontanarsi improvvisamente da una festa organizzata dallo star system meneghino e a riprendere contatto con il fratello Paolo, con cui non ha rapporti da anni. Fugge da Milano e si rifugia a Bassano del Grappa, dove vive e lavora Paolo, a sua volta abbandonato dalla moglie che non ha retto al dolore di crescere il figlio Samuele, colpito da una malattia degenerativa che gli ha tolto l’uso delle gambe.
Chloe e Paolo sono due estranei che devono reimparare velocemente a capirsi: il passato bussa alla porta sotto forma di un padre improvvisamente tornato alla ribalta, da cui entrambi hanno preso le distanze e che si è ritirato a vivere in solitudine a Lugano, città d’origine della famiglia.
L’era dell’Acquario di Fabio Bacà ha una trama complessa – attraversata da una vena gialla – che si dipana in tre ambientazioni: la Milano dei piani alti della società, di chi vive una condizione agiata in un contesto modaiolo ed effervescente, ma inevitabilmente fatuo; la placida Bassano del Grappa, provinciale ed elegante, un centro tranquillo e anni luce distante dal turbinio del capoluogo lombardo; la Lugano mitteleuropea, dotata di un’inclinazione naturale alla riservatezza che non si esprime solo nei sancta sanctorum delle banche, un luogo in cui la ricchezza si pratica ma non si ostenta. L’intreccio è originale, ben strutturato, ricco di epifanie, con un curioso rimando a eventi topici accaduti nel precedente romanzo di Bacà, Nova.
L’era dell’Acquario colpisce per la capacità di miscelare e far riflettere su molti temi di spessore: alcuni contemporanei – l’incorporeità dei rapporti sociali e sentimentali, le difficoltà relazionali, la caducità del mito della bellezza veicolata tramite piattaforme digitali – e altri meno contingenti e più universali – le esperienze di premorte, il ruolo della memoria, il peso del caso nel determinare il percorso di una persona, il rapporto tra libero arbitrio e condizionamenti esterni, l’esistenza stessa della verità intesa in senso assoluto. La prosa è elaborata, personale, riconoscibile, frizzante in alcuni punti, profonda e toccante in altri.
Non esiste un collegamento diretto con i precedenti romanzi, tuttavia – per chi ha seguito l’autore – sembra possibile rintracciare alcuni elementi ricorrenti nelle storie che racconta: la spiritualità, declinata in figure misteriose, che hanno un che di sciamanico o ascetico e incrociano i destini dei protagonisti, guidandoli a qualche forma di illuminazione; la paranoia, che affligge i medesimi protagonisti e li induce a cercare una spiegazione a fatti che risultano oggettivamente imperscrutabili; il senso del surreale, che trapela dalle pagine e finisce con il pervadere anche il lettore.
Ponendo il focus sull’eroina di turno, questo “afflato surreale” – che esplora il regno dell’inconscio e degli aspetti irrazionali dell’esperienza umana – si esplica pienamente in Chloe.
Bacà nelle pagine iniziali ci descrive la giovane sex influencer come sofferente di una misteriosa alterazione neurologica che i medici non sanno inquadrare: attimi di blackout emotivo, momenti di totale spaesamento spazio-temporale, stati di coscienza alterata, di stordimento, che talvolta paralizzano la sua volontà di agire, lasciandola attonita spettatrice della propria debolezza.
Suggestiva e metaforica, a tal proposito, è la scena di avvio del romanzo, quando Chloe, ripresasi da uno di questi episodi clinicamente inspiegabili, si scuote dal torpore e – affacciandosi da una vetrata di casa – medita sull’incessante evoluzione dello skyline di Milano, una metropoli che fagocita se stessa e che cambia continuamente volto.
Il titolo del romanzo è probabilmente la sua chiave di lettura: “l’era dell’Acquario” rappresenta l’oggi e il domani. È il mondo social che ci è coevo, la bolla dove non sono ammesse varianti ai canoni estetici dominanti, le debolezze sono bandite, ogni ragionamento non è solo livellato verso la superficialità ma è anche l’auspicio di una fase nuova e luminosa della storia, in cui l’umanità faccia pace con i propri demoni e acquisti consapevolezza dell’importanza del pensiero critico.
Fabio Bacà (1972) vive e lavora in Abruzzo, dove è nato. Ha pubblicato Benevolenza Cosmica (2019), suo romanzo d’esordio, con cui si è fatto notare per l’originalità del tema e la freschezza della prosa, e Nova (2021), che gli è valso la candidatura al Premio Strega e al Campiello, entrambi per Adelphi.
Il libro in una citazione
«… qualcuno dietro di loro disse che un chiaroveggente cileno aveva predetto che la fine del decennio sembrava astrologicamente propizia a un tremendo evento planetario (un terremoto da un milione di morti, una catastrofe vulcanica, una misteriosa epidemia), dopo il quale sarebbe iniziata l’era dell’Acquario, una lunghissima fase di spiritualità e fratellanza…»
31 ottobre 2025
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