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Libri per chi ama davvero leggere

La memoria dell’acqua, noir sul coraggio di affrontare un trauma

Nell’esordio del bolognese Christian Verardi un uomo decide di fare i conti con un passato che lo ha visto coinvolto nel ritrovamento di un cadavere e che riaffiora impetuosamente per un evento fortuito

di Enzo Palladini

La copertina del libro "La memoria dell'acqua" di Christian Verardi (8ttoedizioni)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

La memoria dell’acqua
Autore: Christian Verardi
Editore: 8ttoedizioni
Anno edizione: 2025
Genere: Gialli & Noir
Pagine: 266

Consigliato a chi sa appassionarsi alle trame intricate, che suggeriscono gli indizi a uno a uno.

Trovare un cadavere martoriato in un bosco è un’esperienza traumatica per tutti. A maggior ragione, lo è quando l’esperienza capita a un ragazzo di sedici anni, ancora digiuno delle nefandezze della vita. Romeo Maggi ha appunto questa età quando, passeggiando tra i boschi di Porretta Terme, si imbatte nel corpo senza vita di Olga Robinson, una giovane australiana che si trova in Italia da qualche tempo e svolge lavori saltuari in questa località dell’Appennino emiliano, in provincia di Bologna.

Ritroviamo Romeo nel 2021. Abita ancora a Porretta Terme, è un uomo fatto e finito, ha alle spalle un matrimonio fallito con Paola, da cui è nata una figlia ora adolescente, Sveva, con la quale ha un rapporto tutto sommato positivo. È proprietario di un bar in paese, è abbastanza amico di tutti, ma si porta dentro il dolore per quella morte così assurda che ha visto con i propri occhi. Non si è mai dato pace, vorrebbe scoprire chi è stato veramente a uccidere Olga. Quel desiderio gli cresce dentro in maniera esponenziale quando arriva casualmente in possesso di una lettera che tale Melania ha spedito a Olga dall’Australia all’indirizzo del Grand Hotel delle Terme. Particolare importante: nel frattempo, la fortuna di Porretta si è esaurita, il turismo termale è completamente scomparso dal paese, le installazioni di una volta, alberghi compresi, sono ormai dei ruderi senza significato. In assenza di un destinatario plausibile, il postino lascia la busta a lui.

È proprio nel 2021 che si svolge il nucleo della vicenda. Ma per farci capire (o intuire) quello che veramente capitò in quel bosco tanto tempo prima, Christian Verardi ci riporta in continuazione al 1985 per inquadrare i personaggi e al 1992, l’anno in cui, il 19 marzo, Romeo subì quel terribile trauma. La colpa dell’omicidio venne attribuita dalla popolazione a un signore solitario che viveva e continua a vivere in una casa nel bosco, ma scopriremo presto che non è stato lui a commettere il delitto. Mattoncino dopo mattoncino, indizio dopo indizio, le pagine del noir La memoria dell’acqua portano il lettore sulla strada giusta. Il colpevole non verrà nominato esplicitamente, ma sarà chiaro per tutti di chi si tratta. E il vero scopo di tutto questo, in realtà, è quello di liberare Romeo – almeno in parte – da quel tremendo peso che l’ha assillato per ventinove anni.

La memoria dell’acqua è un titolo altamente evocativo, che viene spiegato in molte maniere lungo le pagine. L’acqua è un elemento fondamentale per Porretta Terme, o almeno lo è stato, sia per le sorgenti termali sia per il Rio Maggiore che attraversa il paese e fa parte della vita di tutti i cittadini. La memoria collettiva di una comunità, come quella di un paese piccolo in cui tutti si conoscono, è – in fondo – simile all’acqua, capace non solo di trattenere ma anche di portarsi via tutto, quando l’impeto diventa incontrollabile. Lo stesso vale per la memoria personale.

Christian Verardi è nato nel 1976, proprio come Romeo Maggi, il protagonista del noir. La memoria dell’acqua è il suo primo romanzo ed è ispirato a una reale vicenda di cronaca, anche se ovviamente tutte le identità utilizzate sono immaginarie, così come gli sviluppi successivi all’omicidio. Il vero nome della ragazza trovata morta a Porretta in quel periodo è Irin e, come Olga, non ha mai avuto giustizia. Nessun responsabile nella realtà dei fatti, un colpevole solo sussurrato. È questo detto e non detto che rende intrigante il lavoro di Verardi, bolognese solo di nascita e porrettano da sempre, appassionato di scrittura fin dalla gioventù. Si nota una lunga formazione letteraria nel suo stile, plasmato anche alla Palestra di scrittura di Enrico Brizzi (frequentata nel 2012) e ai laboratori InRitiro dell’associazione SassiScritti.

Nei ringraziamenti, Verardi dice di essersi ispirato a Margaret Mazzantini e Alessandro Baricco. Il risultato è un noir raffinato, ben pensato e ben realizzato, con i giusti tempi di narrazione, un linguaggio sufficientemente moderno senza essere trasgressivo. Un romanzo scritto sì con una buona tecnica ma anche con tanto cuore, che poi è una caratteristica fondamentale per appassionare il lettore.

Il libro in una citazione
«La polvere mi ricorda il turbamento. La spazzi via con ogni mezzo ma poi torna. Torna sempre.»

29 ottobre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA


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