Facendo leva su satira e tensione, il romanzo della francese Julia Deck scardina l’ipocrisia borghese con i suoi ideali di bellezza e ordine puramente esteriori e inquadra la violenza che invade la privacy e non fa sentire sereni nemmeno tra le proprie mura domestiche
di Eva Garavaglia

Proprietà privata
Autrice: Julia Deck
Editore: Prehistorica
Traduttrici: Lorenza Di Lella, Francesca Scala
Anno edizione: 2025
Anno prima edizione: 2019 (Francia)
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 180
Consigliato a chi ama i romanzi che in poche pagine riescono a tratteggiare una feroce critica sociale.
Se ti interessa, guarda anche
Carnage, film di Roman Polański (commedia-drammatico, Francia/Germania/Polonia/Spagna).
Tratto dall’opera teatrale Dio del massacro di Yasmina Reza, narra di due coppie di genitori che si incontrano per discutere civilmente del fatto che il figlio della prima coppia ha ferito quello della seconda, ma la situazione ben presto degenera.
Un complesso residenziale di ecocase poco distante da Parigi. Un quartiere tranquillo, pulito, non lontano dalla linea ferroviaria e abitato da borghesi. È in questo luogo idilliaco che prende vita il dramma iperrealista Proprietà privata di Julia Deck, scrittrice francese con un passato lavorativo nel mondo editoriale.
Evà Caradec si trasferisce nella nuova casa che rispecchia tutte le caratteristiche a lungo ricercate insieme al marito Charles. Il coronamento di un sogno diventa però un inferno, quando nella villetta accanto si trasferiscono i Lecoq, vicini invadenti quanto il loro gatto, Pel di carota.
Evà è un’urbanista con l’occhio attento agli spazi e ha scelto la sua nuova abitazione per venire incontro alle esigenze di Charles, professore che ha smesso di insegnare a causa della depressione. Dal momento che il marito è malato e trascorre molto tempo chiuso in casa, si trova spesso da sola a sopportare il peso delle relazioni sociali. La sua rivale è Annabelle Lecoq, bella, socievole e ammiccante, conquista tutti (compreso Charles), ma nutre fin da subito antipatia per la vicina, che sminuisce.
Proprietà privata scardina quell’ipocrisia borghese mossa da un’ideale di bellezza e ordine esteriore, che diventa anche qualità morale. Gli abitanti del quartiere promuovono uno stile di vita comunitario, fatto di visite e aiuti reciproci, ma dietro l’affettazione dei vicini si nasconde la pressione di adeguarsi a certi codici comportamentali. Infatti, all’interno della comunità c’è una sottile patina di mal tolleranza verso il diverso, rappresentato da Charles, che, in virtù della sua malattia, non sempre riesce a adattarsi allo stile di vita degli altri.
Evà e il marito sono le persone che crollano prima e, così facendo, fanno crollare l’illusione: tutti i vicini sono soli, alle prese con vite imperfette che non possono o non vogliono rivelare.
L’intolleranza nei confronti di ciò che devia dalla norma è anche un espediente comodo per trovare un nemico e sentirsi forti e a posto ed è incarnata dai Lecoq, che da un lato danno feste in casa loro, dall’altro cercano di annientare Evà e Charles per convincerli a cambiare casa. Lo fanno in una maniera solo apparentemente innocente: visite continue, richieste di oggetti in prestito, televisione a tutto volume, ristrutturazione del giardino e sguardi dalla finestra. E poi c’è Pel di carota, che sembra non possa fare a meno di entrare in casa Caradec…
Julia Deck mette in mostra un tipo di violenza poco considerata: quella che invade la tua privacy e non ti fa sentire sereno nemmeno all’interno delle mura domestiche.
La voce narrante è Evà che, dopo i fatti avvenuti nel quartiere, scrive al marito riepilogando tutta la vicenda, caratterizzata dall’uccisione per mano ignota di Pel di carota e da una misteriosa scomparsa. A causa del coinvolgimento emotivo negli eventi narrati, Evà risulta però poco attendibile come narratrice.
Lo stile di Julia Deck è tagliente, mescola satira e tensione, coinvolgendo sì il lettore e facendolo sorridere, ma anche riflettere su alcune derive della nostra società.
Dietro villette ecologiche con giardini perfetti si nascondono drammi famigliari e le persone, come le case, mostrano la loro miglior facciata. Ma cosa succede quando all’improvviso l’apparenza si incrina? La risposta è in questo breve romanzo che mostra un’escalation che arriva quasi fino all’assurdo.
Eppure le avvisaglie del disastro erano in un innocuo impianto di riscaldamento che avrebbe dovuto recuperare il calore delle acque reflue e che però continuava ad andare in panne…
Il libro in una citazione
«Poi ho sentito una seconda risata molto più chiara. Mi sono guardata intorno. Nel bagno non c’era nessun altro. Ma il lucernario era socchiuso, a pochi metri da quello del bagno dei vicini. Il cuore mi si è contratto per l’orrore. Ho capito che non avevo più il diritto di gridare, che avrei dovuto mandar giù la rabbia anche nel più intimo dei rifugi, perché niente di quello che succedeva qui sarebbe rimasto nascosto.»
27 ottobre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA




