• Home
  • Recensioni
    • Letteratura
      • Classici
      • Storia e critica letteraria
    • Narrativa
      • Fantascienza
      • Fantasy
      • Fumetti & Graphic Novel
      • Gialli & Noir
      • Horror & Gotico
      • Moderna e contemporanea
      • Racconti
      • Romanzo mitologico
      • Romanzo rosa
      • Romanzo storico
      • Umorismo
    • Varia
      • Arte e spettacoli
        • Arte
        • Cinema
        • Musica
      • Cucina
      • Filosofia
      • Lingue
      • Media e Comunicazione
      • Scienze
        • Psicologia
      • Società
      • Sport
      • Storia
      • Storie vere
        • Autobiografie
        • Biografie
        • Memoir
        • Reportage
    • Bambini e ragazzi
      • Da 3 anni
      • Da 4 anni
      • Da 6 anni
      • Da 10 anni
      • Da 12 anni
      • Da 14 anni
  • Interviste
  • Speciali
  • Dizionario
  • Playlist

Let's Book

Libri per chi ama davvero leggere

Homo Pharmacus, viaggio accessibile e affascinante nella storia del farmaco

Intrecciando scienza, politica ed etica, il giornalista americano Thomas Hager ci fornisce gli strumenti per comprendere con cosa, in che modo e perché ci curiamo e come la medicina arrivi a riflettere le nostre scelte, i nostri valori, la nostra idea di giustizia e di felicità

di Chiara Boccardo

Copertina del libro "Homo Pharmacus" di Thomas Hager (Codice Edizioni)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

Homo Pharmacus. Dieci farmaci che hanno scritto la storia della medicina
Autore: Thomas Hager
Traduttrice: Cristina Spinoglio
Editore: Codice
Anno edizione: 2021
Anno prima edizione: 2019 (Usa)
Genere: Scienze
Pagine: 330

Consigliato a chi è interessato alla storia della medicina, alla farmacologia e al rapporto tra scienza, potere e società.

Se ti interessa, leggi anche
I bottoni di Napoleone di Penny Le Couteur e Jay Burreson. Traduzione di Libero Sosio. TEA 2004
Saggio avvincente che racconta come diciassette molecole abbiano influenzato la storia dell’umanità.

Se ti interessa, guarda anche
Dopesick. Dichiarazione di dipendenza di Danny Strong (miniserie, Usa 2021)
Una drammatica ricostruzione della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti, che mostra il lato oscuro dell’industria farmaceutica.

Nel corso della storia umana, la medicina ha assunto una funzione tanto pratica quanto simbolica: ha rappresentato non solo un argine contro il dolore, la malattia e la morte, ma anche un potente veicolo di conoscenza, controllo e cultura. In Homo Pharmacus, Thomas Hager propone una traversata affascinante e accessibile della storia del farmaco, un viaggio lungo millenni che intreccia medicina, scienza, politica ed etica, con l’intento ambizioso di raccontare non solo “cosa prendiamo” per curarci, ma soprattutto “perché lo facciamo” e “come siamo arrivati a farlo”.

L’opera di Hager, più che una mera cronologia della farmacologia, è un’indagine sulle implicazioni antropologiche, economiche e culturali dell’uso dei farmaci nella storia dell’umanità. Il saggio si distingue per una struttura testuale coesa, uno stile limpido e divulgativo, e una capacità rara di fondere rigore storico-scientifico con storytelling. In queste pagine non si parla solo di pillole, sciroppi o vaccini, ma anche dell’evoluzione di Homo Sapiens in Homo Pharmacus, un essere che, per proteggersi dalla fragilità del corpo, ha inventato uno dei sistemi più complessi e controversi della modernità: l’industria farmaceutica.

La narrazione in Homo Pharmacus non segue una linea cronologica rigida, ma si sviluppa per temi e “rivoluzioni” farmacologiche che hanno segnato epoche storiche differenti. Hager articola il suo racconto in sette grandi “trasformazioni” che scandiscono il percorso dell’umanità nel rapporto con i farmaci. Si parte dagli inizi, con le prime piante medicinali usate da sciamani e guaritori in epoche preistoriche, fino ad arrivare alle biotecnologie moderne, agli anticorpi monoclonali e alla possibilità concreta di personalizzare le terapie su base genetica.

Il libro si apre con un’immagine fortemente evocativa: quella dell’uomo primitivo che scopre, per intuizione o per osservazione degli animali, che alcune piante possono alleviare il dolore o guarire ferite. Da quel momento in poi, il farmaco smette di essere solo una sostanza e diventa strumento di conoscenza, e di potere. Hager descrive i primi esempi di farmacologia empirica nelle culture mesopotamiche, egizie, cinesi, indiane e greche, evidenziando le connessioni tra medicina e religione, tra cura e rituale.

Il viaggio prosegue nel Medioevo, con le erboristerie dei monasteri e i primi tentativi di standardizzazione delle terapie, per poi entrare con forza nella modernità attraverso quattro snodi centrali: l’introduzione dei primi farmaci sintetici (come la morfina, l’aspirina, le statine), la nascita dell’industria farmaceutica nel Novecento, l’uso dei farmaci su larga scala nel mondo postbellico e la medicalizzazione della vita quotidiana nell’epoca contemporanea.

Hager introduce figure cruciali, episodi emblematici e dilemmi etici. Racconta come la scoperta accidentale della penicillina da parte di Alexander Fleming abbia rivoluzionato il concetto stesso di cura, o come l’uso degli oppiacei abbia portato a una ridefinizione del rapporto tra industria, Stato e cittadino.

Uno dei temi più importanti del libro è l’idea che il farmaco non sia solo una risposta alla malattia, ma una componente essenziale dell’identità umana. Per Hager, l’essere umano si distingue dagli altri animali proprio per la capacità di modificare se stesso attraverso sostanze: non solo per sopravvivere, ma anche per migliorarsi, per controllare le emozioni, per prolungare la vita. Homo Pharmacus, dunque, non è una metafora: è una definizione ontologica dell’uomo moderno, inteso come essere terapeutico per eccellenza.

L’autore mostra con chiarezza come i farmaci riflettano le priorità, le paure e i desideri di un’epoca. In tempo di guerra, per esempio, s’investe nella produzione di anestetici e antibiotici; in tempo di pace, si assiste al boom di antidepressivi, sonniferi, farmaci contro l’ansia. Ogni classe di medicamenti racconta una parte della nostra storia collettiva. Viene sottolineato come la medicalizzazione della società abbia progressivamente trasformato condizioni normali (tristezza, stanchezza, nervosismo) in malattie da curare con pillole, alimentando un circuito di dipendenza psicologica e commerciale.

Un’altra tematica fondamentale è l’analisi critica dell’industria del farmaco. Hager non indulge in demonizzazioni, ma ne mostra con lucidità luci e ombre. L’industria non ha solo permesso di salvare milioni di vite, ma ha anche messo il profitto al centro, sacrificando talvolta la trasparenza e l’interesse pubblico. L’autore racconta episodi emblematici di lobbying, manipolazione dei dati clinici, marketing aggressivo, come nel caso dell’OxyContin e della crisi degli oppioidi negli Stati Uniti. Il libro solleva interrogativi profondi sul ruolo delle big pharma nella definizione delle priorità sanitarie mondiali.

Nella parte finale, l’autore volge lo sguardo al futuro. La medicina personalizzata, i farmaci a base genetica, le terapie con cellule staminali e le biotecnologie sollevano nuove sfide etiche. Chi avrà accesso a queste cure? Come si regolerà il confine tra “cura” e “potenziamento”? Il rischio è quello di una medicina sempre più diseguale, riservata ai Paesi ricchi e ai pazienti benestanti, mentre il Sud globale resta indietro. Ma c’è anche speranza: nella democratizzazione delle conoscenze, nelle politiche pubbliche inclusive, nella capacità della scienza di riformulare continuamente se stessa.

Hager è un autore di divulgazione scientifica con una lunga esperienza alle spalle, e in Homo Pharmacus dimostra una padronanza eccezionale nel rendere accessibile una materia complessa, peraltro senza semplificarla. Il suo stile è chiaro, diretto, ma mai banale. Usa un linguaggio sì preciso, ma privo di gergo tecnico, e riesce a spiegare concetti sofisticati in modo comprensibile anche a chi non ha una formazione scientifica.

La vera forza del libro, però, sta nella capacità di alternare momenti di spiegazione storica a ritratti umani coinvolgenti. Hager dà sì voce ai pionieri della medicina, agli scienziati spesso misconosciuti, ma anche ai pazienti, alle vittime delle negligenze, ai medici di frontiera. Ogni scoperta farmacologica è inserita in un contesto umano, sociale, talvolta drammatico, e ciò rende la lettura coinvolgente e spesso emozionante. Altri elementi degni di nota sono l’ironia sottile e l’autoironia che attraversano molte pagine. L’autore non si pone su un piedistallo, ma accompagna il lettore con una voce amichevole, competente, ma mai paternalistica, capace di sollevare domande più che fornire risposte univoche.

Homo Pharmacus è un libro che riesce in un compito difficile: raccontare la storia del farmaco come parte integrante della storia dell’umanità, con equilibrio tra entusiasmo scientifico e sguardo critico. La lettura è tanto istruttiva quanto coinvolgente, e la scrittura mantiene costantemente viva l’attenzione, grazie a una narrazione vivace e a una struttura che unisce rigore e storytelling.

In un’epoca in cui la medicina è al centro del dibattito pubblico, tra speranze e paure, tra progresso e disuguaglianze, questo saggio è una bussola preziosa. Non offre facili soluzioni, ma fornisce gli strumenti per comprendere la complessità di un mondo che ci riguarda tutti, ogni volta che deglutiamo una pillola, firmiamo un consenso informato o chiediamo una cura.

Il messaggio finale, implicito ma potente, è che la medicina, come ogni costruzione umana, non è mai neutra: riflette le nostre scelte, i nostri valori, la nostra idea di giustizia e di felicità. In questo senso, Homo Pharmacus è molto più di un libro sulla farmacologia: è un libro sull’umanità.

Il libro in una citazione
«Nessun farmaco di per sé è benefico o dannoso, ma possiede entrambe le caratteristiche.»

7 ottobre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Notizie d'apertura// Recensioni dei lettori// Recensioni lettori Scienze// Recensioni Varia// Ultime

« La rivoluzione in bicicletta di Bartolo, l’esule che sognava di liberare il Paraguay
Pomodori verdi fritti al caffè di Whistle Stop, storia di una comunità umana che trasmette forza »

altri libri

Dettaglio della copertina del libro "Maledetti '70" (Gog Edizioni)

Maledetti ’70, storie note e meno note di un decennio oscuro

Dettaglio della copertina "Fame d'aria" di Daniele Mencarelli (Mondadori)

Fame d’aria, il senso di oppressione di un padre sofferente nella prosa poetica di Mencarelli

Dettaglio della copertina del libro "Le cose importanti" di Gianluca Vialli con la curatela di Pier Domenico Baccalario e Marco Ponti (Mondadori)

Le cose importanti secondo Gianluca Vialli

Dettaglio della copertina del libro "Aggiustare l'universo" di Raffaella Romagnolo (Mondadori)

Aggiustare l’universo, la delicatezza nel narrare l’amore e il dolore

La copertina del libro "L'album dei sogni" di Luigi Garlando (Mondadori)

L’album dei sogni realizzati

  • Bluesky
  • Email
  • Facebook
  • Instagram
  • Substack
  • Telegram
  • Threads
  • WhatsApp

CHI SIAMO   IL NOSTRO TEAM   COLLABORA CON NOI

COOKIE POLICY    NOTE LEGALI    PRIVACY POLICY

Copyright © 2025 - LETSBOOK.ORG di SONIA VACCARO e STEFANO PALLADINI - TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI