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Libri per chi ama davvero leggere

La rivoluzione in bicicletta di Bartolo, l’esule che sognava di liberare il Paraguay

In un romanzo intimo e politico allo stesso tempo, l’argentino Mempo Giardinelli racconta la storia di un maggiore dell’esercito realmente esistito nel secolo scorso che cercava di conquistare la libertà del suo Paese in sella a due ruote sgangherate

di Enzo Palladini

La copertina del libro "La rivoluzione in bicicletta" di Mempo Giardinelli (Elliot Edizioni)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

La rivoluzione in bicicletta
Autore: Mempo Giardinelli
Editore: Elliot
Traduttore: Pierpaolo Marchetti
Anno edizione: 2025
Anno prima edizione: 1980 (Argentina)
Genere: Romanzo storico
Pagine: 273

Consigliato a chi vuole scoprire una parte oscura della storia sudamericana del ventesimo secolo.

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Juan Bartolomé Gaite, detto semplicemente Bartolo, è un maggiore dell’esercito paraguayano che, in età avanzata (siamo nel 1976), si è stabilito a Resistencia, in Argentina, insieme alla moglie Elida e ai sei figli (dovrebbero essere sette, ma uno è stato ucciso da un pacco bomba indirizzato al padre). Una vita noiosa e tutt’altro che agiata in una casetta di campagna un po’ isolata dal centro abitato, qualche ricavo da attività occasionali, tra le quali la produzione di mattoni che nella sua piccola fornace non vengono mai perfetti. Nel cuore un sogno, quello di tornare a combattere per il Paraguay e di riuscire finalmente a fare la rivoluzione. Proprio per questo motivo, ogni giorno prende la sua bici e arriva fino al paese vicino, sperando di incontrare qualche vecchio commilitone per poter riorganizzare la lotta armata. Da qui il titolo, La rivoluzione in bicicletta.

Nel passato di Bartolo, oltre a una pallottola che gli ha penetrato il fianco destro e non è mai stata estratta, ci sono vari tentativi d’insurrezione. Dopo gli studi superiori, conclusi nella capitale paraguayana Asunción, si è iscritto all’Accademia militare, si è arruolato nel 1935, ma ben presto ha capito che l’esercito è schierato dalla parte sbagliata, quella del dittatore Higinio Morínigo Martinez. Il 17 dicembre del 1936 ha partecipato all’insurrezione di un giorno guidata dal colonnello Rafael Franco, uno sforzo inutile perché non è stato raggiunto l’obiettivo di abbattere Morinigo. Poi Bartolo si è conquistato la fiducia delle truppe, fino a diventare il leader della rivoluzione del 1947, conclusa però con una nuova vittoria delle truppe governative. Nel giugno del 1950 ha provato di nuovo a prendere Asunción, ma è stato arrestato, torturato e rinchiuso per tre anni e mezzo in carcere. L’ultimo tentativo di togliere il potere a un dittatore è stato quello del dicembre 1962, ma i pesanti appoggi internazionali del nuovo capo dello Stato, il generale Alfredo Stroessner, hanno consentito ancora una volta la sopravvivenza del regime militare. La voglia di rivoluzione però non ha mai abbandonato il maggiore, che passa la sua vita sperando di potersi riarmare per rendere libero il Paraguay.

Il vero volto di questo libro viene svelato dallo stesso autore, Mempo Giardinelli, in una nota introduttiva che apre l’opera. Juan Bartolomé Gaite è un nome di fantasia, ma è l’unica concessione alla fiction, perché la vera identità del protagonista deve continuare a rimanere segreta. Tutti gli avvenimenti narrati sono reali: tutti gli scontri armati, tutte le cospirazioni, tutti i tradimenti, fanno parte della tormentata (e poco conosciuta qui in Europa) storia paraguayana.

La rivoluzione in bicicletta è in sostanza un romanzo storico ispirato da un personaggio reale, che in alcuni capitoli racconta in prima persona le sue avventure militari, come se si facesse intervistare dall’autore. A questo, l’autore aggiunge particolari ed episodi che riguardano lo stesso maggiore nella sua età avanzata, durante la sua permanenza a Resistencia.

Giardinelli, al secolo Oscar Alfredo Ramón Giardinelli, è uno scrittore argentino nato a Resistencia, cittadina in cui si svolge La rivoluzione in bicicletta, il 2 agosto 1947, ma è di chiare origini italiane. Il nonno Gaetano – nato a Filetto, in provincia di Chieti – lasciò l’Abruzzo alla fine del 1800 per trasferirsi in Argentina, dove fu tra i fondatori del Partito socialista argentino. Il passato di Giardinelli non è certo tra i più sereni: durante l’ultima dittatura militare (1976-1984, gli anni dei desaparecidos) fu costretto a emigrare in Messico, dove ha continuato la sua attività di giornalista e scrittore. Nel 1993 ha ricevuto il suo primo riconoscimento, il premio Romulo Gallegos, al quale hanno fatto seguito molti altri successi, compresa una laurea honoris causa conferitagli dall’Università di Poitiers, in Francia.

C’è molto Sudamerica in queste pagine: c’è il racconto – che in qualche modo richiama al maestro supremo Gabriel García Márquez – di combattimenti improvvisati, di guerriglie che si esauriscono spesso per carenza di fondi e rifornimenti, altre volte per mancanza di voglia, in certi casi per clamorosi tradimenti. La narrazione ricalca lo stile classico di Giardinelli, pieno di ritmo, di ironia e di intensità, senza perdere di vista la componente storica. Le date sono state ricostruite con precisione assoluta e sono un plusvalore della storia. Non rendono il racconto più noioso, anzi lo inquadrano in una dimensione spazio-temporale che lo innalza a livello di documento storico oltre che rappresentare una lettura gradevolissima. L’esperienza dell’esilio, vissuta da Giardinelli in prima persona, contribuisce senza dubbio all’armonia del racconto, lo rende ottimistico nonostante il dolore che traspare dalle giornate di Bartolo. La sofferenza del maggiore e della sua famiglia, alla fine, si trasforma in un messaggio positivo. In fondo è molto meglio che i vecchi commilitoni non tornino a prelevare il loro anziano condottiero per trascinarlo in un combattimento. In bicicletta farebbe fatica a guidare una nuova rivoluzione.

Il libro in una citazione
«L’uomo è un animale imprevedibile, che a volte ha delle fortune che non sono propriamente fortune, e altre volte patisce privazioni che non sono tali.»

1 ottobre 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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