La danese Dorthe Nors riscopre i luoghi del Mare del Nord in cui ha vissuto la giovinezza e li racconta in una storia ricca di aneddoti ed emozioni
di Enzo Palladini

Una linea nel mondo. Un anno sul Mare del Nord
Autrice: Dorthe Nors
Traduttrice: Eva Valvo
Editore: Iperborea
Anno edizione: 2025
Anno prima edizione: 2021 (Danimarca)
Genere: Memoir
Pagine: 216
Consigliato a chi ama i viaggi alternativi, anche se arrivano a diventare un po’ estremi.
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Un anno sul Mare del Nord. È il sottotitolo del libro, ma anche una dichiarazione programmatica, che ci dà un’idea di quello che troveremo all’interno. Una linea nel mondo è un tratto di circa mille chilometri che parte da Skagen, in Danimarca, per arrivare a Den Helder, in Olanda, attraversando anche Norvegia e Germania. Da una punta di sabbia al Nord fino a Vadehaver, affacciata su quello che viene definito Mare dei Wadden. Questo memoir è un viaggio che racconta popoli che vivono da buoni vicini, ma hanno abitudini e culture completamente differenti tra loro. In comune hanno però il rapporto con questo incredibile mare, capace sì di dare sostentamento ma anche di produrre catastrofi con la sua forza inarrestabile.
Dorthe Nors è una delle principali scrittrici danesi contemporanee. Sul Mare del Nord è nata il 20 maggio 1970, precisamente a Herning, una cittadina mercantile nella regione dello Jylland, terza di tre figli. Era ancora bambina quando i genitori decisero di trasferirsi nove chilometri più a ovest, a Sidding-Orre, in una casetta isolata. Proprio durante l’infanzia, l’autrice ha sviluppato un forte rapporto con quel mare che nelle pagine del libro appare così profondamente suo, così legato alla sua personalità e al suo stile di vita. Attenzione, però. In età giovanile, Dorthe Nors si è lasciata trasportare dalla cosiddetta Wanderlust, la voglia di andare lontano, che l’ha portata a laurearsi all’università di Aarhus prima e a trascorre lunghi periodi della sua vita a Londra e negli Stati Uniti poi. Una linea nel mondo è dunque un ritorno alle origini in età matura, la riscoperta di luoghi, persone, odori e sensazioni incontrati negli anni della spensieratezza e dello sviluppo.
Il mantra che attraversa tutto il libro è: “Ogni identità nasce da una scissione”. Ricorre spesso nei vari momenti narrativi, pieni di emozioni e sentimenti, ma anche pienissimi di particolari interessanti. Ogni capitolo parte dalla descrizione di un luogo: un villaggio, un faro, un tratto di mare, e ci porta poi a scoprire la storia e le storie di quel posto, in alcuni casi addirittura leggende. Scopriamo, per esempio, che lo scrittore Knud Sørensen negli anni Settanta portò la moglie Anne Marie e i suoi bambini a visitare l’abbazia di Børglum, ma ebbe la sensazione che non esistesse. Eppure, a tutt’oggi resta al suo posto. La penisola di Skallingen, invece, rimase disseminata di mine della seconda guerra mondiale e tuttora è piena di bunker costruiti dall’esercito tedesco, trasformati però in sculture dall’artista britannico Bill Woodrow. Un altro punto molto interessante è quello in cui viene spiegata l’influenza del popolo danese su quello inglese, esercitata ai tempi dei Vichinghi. Nella lingua inglese ci sono molti vocaboli di origine danese, anche perché verso la fine del IX secolo almeno trentamila danesi si trasferirono in Inghilterra, formando una comunità indipendente con leggi proprie e un’organizzazione alternativa.
È stato scritto (su The Times Literary Supplement) che solo Dorthe Nors avrebbe potuto rendere giustizia a questo paesaggio selvaggio, all’ostinazione dei suoi abitanti, ai suoi miti brutali. Leggendo le pagine di Una linea nel mondo queste parole prendono forma. L’unica piccola difficoltà è la toponomastica: è molto difficile ricordare i nomi dei luoghi, che presentano una grafia inusuale per il nostro alfabeto. Ma quando ci si fa l’abitudine, anche con l’aiuto di una cartina che troviamo proprio all’inizio del volume, diventa tutto più semplice, così come semplice è lo stile adottato dall’autrice. Un diario di viaggio – spesso Dorthe Nors fa cenno al suo inseparabile taccuino – arricchito dagli incontri, dai ricordi raccontati in prima o in terza persona, dall’osservazione dalla natura e delle menti umane che popolano quel pezzo di mondo. Vengono sapientemente alternate le sensazioni forti legate alla forza devastante del mare e la dolcezza di certi personaggi, la loro umanità, la loro influenza positiva sul prossimo e sul territorio.
Un libro che lascia dentro qualcosa di diverso. Non la solita descrizione di luoghi ed eventi, ma un viaggio geografico che si trasforma in un viaggio interiore, in una storia piena di storie, in una fusione totale con un paesaggio e con i popoli che lo abitano.
Il libro in una citazione
«I sentieri sono un’opera della memoria che costruiamo insieme al paesaggio e alle altre persone che lì hanno camminato e camminano.»
13 agosto 2025
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