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Libri per chi ama davvero leggere

Più fuoco, più vento, opera contemplativa sulla complessità dell’esistenza umana

Benché scritto oltre vent’anni fa, il libro di Susanna Tamaro ci indica ancora oggi la strada per acquisire consapevolezza e diventare presenti a noi stessi

di Raffaele Nuzzo

La copertina del libro "Più fuoco, più vento" di Susanna Tamaro (BUR Rizzoli)

⭐⭐⭐⭐

Classificazione: 4 su 5.

Più fuoco, più vento
Autrice: Susanna Tamaro
Editore: BUR Rizzoli
Anno edizione: 2005
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 175

Consigliato a chi ama i libri self help e spirituali, la psicologia, la religione, la sociologia.

Se ti interessa, leggi anche Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupery. Traduzione di Beatrice Masini. Bompiani 2004
… perché, in occasione di immaginari incontri con altre creature, affronta tematiche e dogmi esistenziali provando a renderli più comprensivi possibili.

Quanto può essere immenso il valore delle parole? In fondo sono gruppi di lettere e nulla più, potrebbe rispondere qualcuno. Aria fritta, insomma, qualcosa di astratto e intangibile. Eppure non è assolutamente così. Più fuoco, più vento di Susanna Tamaro le indaga, ci ragiona sopra, riflette su quelle parole che danno il nome ai grandi ideali, alle indiscusse qualità dell’anima, ai rari valori umani. Un piccolo scrigno di riflessioni maturate spaziando nell’universo dei vizi e virtù umane.

A proposito di parole, il primo monito dell’autrice riguarda proprio il suo mondo, quello della scrittura, dove si assiste inermi a un impoverimento dovuto a una continua purificazione del linguaggio, a una cernita operata sulla base dell’antagonismo di preconcetti ed etichette via via più frequenti. La sua disamina passa poi per le origini, la fase dell’infanzia, rammentando i postulati di quella sana pedagogia che diffida i genitori a darla sempre vinta ai bambini, a schermarli a ogni costo da qualsiasi forma di autocritica, a proteggerli da spiacevoli delusioni. Sopra ogni cosa, Tamaro esorta i lettori a prendere in mano la propria vita, a risolvere il senso di incompiutezza che attanaglia chi è incastrato in un destino già programmato, rifuggendo pertanto la leopardiana “vile prudenza che agghiaccia”, che stronca l’azione, che la cristallizza e rende passiva; la vuota indolenza che – al pari dell’indecisione – conduce ai risultati più mediocri. A differenza invece dell’inazione, l’attesa della risposta che Tamaro propugna per imboccare il bivio giusto, sconsigliando la scelta ragionata e fatta con raziocinio.

Non mancano dissertazioni sulla necessità di accettarsi interiormente piuttosto che cambiare se stessi cercando aiuti provenienti dall’esterno. Accogliere l’intima inquietudine alla stregua di uno sprint energetico e non di un disordine spirituale, l’ineluttabile scorrere del tempo e dell’età, e conformarsi, mutare pelle.

Il libro è strutturato a mo’ di diario o appunti di viaggio e per ogni data (il ciclo di un anno) Tamaro si interroga sui dogmi, sui misteri della vita. Prova a rispondere con più saggezza possibile, quella che ha acquisito scegliendo una quotidianità ascetica nel silenzio degli Appennini. Allo stesso tempo, non lesina il suo feroce disappunto alle ipocrite e moderne consuetudini, tipo l’obbligo di onorare le ricorrenze in compagnia quando sarebbe meglio farlo in solitudine. Feste comandate che hanno smarrito il loro significato originale, derubricate ad abbuffate collettive, private del loro sacro contenuto. E qui, in special modo, l’attenzione va ovviamente al Natale, raccontato puntualizzando ciò che accade concretamente nelle quattro mura domestiche. Oppure all’abitudine di andare in chiesa per incontrare Dio, quando invece Lui è ovunque.

Susanna Tamaro ha pubblicato diversi libri di preghiera e vanta collaborazioni con giornali di proprietà della Chiesa. Oltre, ovviamente, ai grandi successi letterari che le hanno garantito un primissimo rilievo tra le penne contemporanee italiane. In mezzo alle sue innumerevoli opere, si ricorda Va’ dove ti porta il cuore, romanzo epistolare da circa 16 milioni di copie vendute, uscito in prima edizione nel 1994 per Baldini&Castoldi ed eletto nel 2011 tra i 150 Grandi libri che hanno fatto la storia d’Italia. Il “Premio Italo Calvino”, il “Dante d’oro” e il “Premio letterario nazionale per la donna scrittrice” sono solo alcuni dei numerosi riconoscimenti di cui è stata insignita.

Il tessuto narrativo di Più fuoco, più vento – uscito in prima edizione nel 2002 – è per lo più accessibile, se non fosse per alcuni passaggi di prosa simil salmodiale che chiudono ogni breve capitolo. Purtroppo, in questi inserti si denota una ridondanza formale che rimanda a testi sacri e affini, che può scivolare nello svenevole, se non addirittura nell’incomprensibile. D’altro canto, l’autrice è abile nella ricerca di esempi per spiegare quanto l’uomo, avido di progresso e comfort, abbia inciso sui cambiamenti climatici e dell’ecosistema. L’altra abilità della scrittrice sta nel “fotografare” gli ambienti, riproducendo realistiche e deliziose illustrazioni letterarie, tanto da rendere al meglio ogni sfondo e contesto. Non ci sono dialoghi, solo risposte (lunghe) alle lettere di un’amica, alle quali corrispondono poi i capitoli. Quindi, il lettore, assistendo a un rapporto epistolare, non può far altro che familiarizzare subito con la storia e godersi un viaggio spirituale e psicologico.

Tamaro è schietta nel dipingere la nuda, e semmai cruda, realtà delle cose, senza ammorbidirla. Oltre che sapiente nello sciogliere i grandi temi trattati, rendendoli accessibili a un lettorato più ampio. Molteplici sono le perle di saggezza di cui è disseminata quest’opera contemplativa sulla complessità dell’esistenza umana.

Insomma, Più fuoco, più vento non promette nessuna magia, nessuna illusione. Raccomanda solo consapevolezza: essere presenti a se stessi. E avere fede, molta fede. Che non vuol dire credere fermamente in qualcosa, ma interrogarsi e mettere tutto in discussione e alla fine conquistare il proprio posto nel mondo. Un Piccolo principe coi piedi per terra, con meno fantasia e meno sogni, senza tuttavia essere meno modesto nell’indagine dei grandi misteri terrestri.

Il libro in una citazione
«La natura ci parla ininterrottamente di sviluppi, crescite, maturazioni. Perché mai noi dovremmo sfuggire a questa legge, sederci e attendere che arrivi, ineluttabile, il nostro destino di morte?»

7 agosto 2025
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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