L’ultimo romanzo di Alessandra Cotoloni ci riporta in Toscana e si dipana sul difficile equilibrio tra necessità di radicamento e desiderio di fuga da realtà di provincia divenute troppo strette
di Enzo Palladini

Il borgo
Autrice: Alessandra Cotoloni
Editore: Bookabook
Anno edizione: 2025
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 149
Consigliato a chi vuole riflettere sui ritmi e sulle priorità della vita.
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Castronuovo in Valle è un borgo di montagna, in provincia di Siena. Lo scenario che lo circonda è splendido: si affaccia su una vallata formata dal fiume Istieto. Natura praticamente incontaminata ovunque. Gli abitanti del luogo, in realtà, non sembrano dare valore a quello che possiedono. Molti giovani se ne sono andati, attratti dalla grande città. Tra coloro che sono rimasti, parecchi hanno preferito costruirsi una villetta discosta rispetto al nucleo storico, che così è andato via via spopolandosi. Buona parte della popolazione che abita Il borgo lavora presso la fabbrica di birra dell’imprenditore Ginetti, che si trova a Sassecchio, a brevissima distanza da Castronuovo.
La vicenda si svolge in epoca contemporanea, per l’esattezza poco dopo il periodo del covid. Nel borgo iniziano a stabilirsi persone che arrivano da fuori, in alcuni casi anche da molto lontano. Franz e Margot sono una coppia di tedeschi: lui fa il pittore e continua a farlo, lei è un’antiquaria che porta avanti la sua attività in smart working. Carla e Francesco sono arrivati da Milano per iniziare la coltivazione di piante officinali. Antonietta ha lasciato un lavoro noioso a Firenze per coronare il sogno della sua vita: diventare scrittrice. Contemporaneamente a questa immigrazione si sviluppa anche un altro fenomeno: diverse persone si licenziano dalla fabbrica di birra per aprire piccole attività artigianali presso le rispettive abitazioni.
Andrea Trinetti è un carabiniere nato a Castronuovo in Valle e presta servizio presso la locale caserma, dopo una prima parte della sua carriera trascorsa in un altro paese. Tutto quel movimento, tutte quelle strane scelte di vita, cominciano a insospettirlo. Senza rendersi conto delle possibili conseguenze, confessa le sue perplessità al maresciallo Fraschetti, che riesce a mettersi in contatto con un fantomatico ministero dell’Ordine per tentare di spiegare cosa sta succedendo nel borgo. Sarà l’inizio di un periodo altamente negativo per Castronuovo. Dal ministero arrivano dei loschi figuri, che poi si riveleranno veri e propri squadristi, vestiti di nero con gli occhiali scuri. Iniziano a rovistare ovunque, a perquisire e interrogare gente, fino addirittura a trattenere (usano questo verbo non potendo usare “detenere”) tutti coloro che sono arrivati nel borgo da fuori. Non ci sono evidenze di reato, solo sospetti basati sul nulla: secondo gli inquisitori del ministero, potrebbero essere delle spie. A Castronuovo succede – in piccolo – quello che avviene in presenza di flussi migratori. Chi non è del posto viene guardato con sospetto, considerato un possibile nemico del quieto vivere e delle abitudini consolidate. Ma per fortuna esistono, ovunque, le menti pensanti.
Succede che chi ha il coraggio di inseguire i propri sogni, di lasciare il certo per l’incerto, possa essere additato come folle, o addirittura come pericoloso per la collettività. Ma alla resa dei conti, tutti quelli che decidono di trasferirsi a Castronuovo in Valle lo fanno solo perché si sono resi conto della bellezza del posto e della tranquillità che un paesino del genere può regalare. Chi si è dimesso dalla fabbrica del commendator Ginetti lo ha fatto solo per sottrarsi alla noia e alla ripetitività di un lavoro senza prospettive di cambiamento.
Alessandra Cotoloni, senese, di professione fa l’architetto ma nel 2015 ha iniziato a pubblicare romanzi. Il tratto distintivo della sua opera è la Toscana con le sue piccole realtà di provincia. Le grandi e medie città (medie come la sua Siena) restano sempre sullo sfondo. È nei piccoli paesi come Il borgo che secondo lei si trovano le storie più belle da raccontare, l’umanità più variegata e pittoresca, perfetta per essere immortalata nelle pagine di un libro. Il suo stile comincia a essere pienamente riconoscibile ed è perfetto per ciò che racconta. Molto descrittivo e affrescato quando si tratta di farci immaginare i luoghi, altamente analitico e introspettivo quando invece andiamo a leggere l’animo dei protagonisti che abitano le sue storie. Siamo in presenza di una storyteller che personalizza l’antica arte delle favole: c’è sempre una morale in quello che scrive. Nel caso specifico ci ricorda (dovremmo saperlo tutti) che le masse tendono a giudicare folli certi comportamenti che in realtà sono solo atti di pacifica ribellione, finalizzati alla fuga da una realtà divenuta insostenibile.
Il borgo è molto interessante, rappresenta una preziosa fonte di riflessione soprattutto in tempi frenetici come questi, aiuta a mettere a fuoco valori importanti come la realizzazione di se stessi e il senso di appartenenza alla realtà in cui si nasce. Siamo tutti un po’ castronovesi in un modo o nell’altro.
Il libro in una citazione
«Nei borghi esiste da sempre una polvere misteriosa, una polvere che si addentra nelle pietre e che scorre attraverso filamenti immaginari che intrappolano i sassi per non farli scappare e che si dirama nell’intreccio di una rete che trattiene come pesci in un mare, le case.»
24 giugno 2025
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