Ritornato alla ribalta grazie al film diretto da Silvio Soldini, il romanzo che nel 2018 valse il Campiello a Rosella Postorino ci ricorda anche come riuscire a restare umani nel corso di un conflitto
di Enzo Palladini

Le assaggiatrici
Autrice: Rosella Postorino
Editore: Feltrinelli
Anno edizione: 2023
Genere: Moderna e contemporanea
Pagine: 287
Consigliato a chi desidera entrare nei pensieri e nelle azioni delle persone che hanno attraversato una guerra.
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Rosa Sauer è una giovane donna berlinese che in piena epoca nazista sposa Gregor, il proprietario dello studio legale dove lavora come segretaria. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, lo slancio patriottico spinge Gregor ad arruolarsi nell’esercito tedesco e a partire per il fronte (che poi si rivelerà essere quello russo, il peggiore), lasciando la moglie sola nella loro casa di Berlino, arredata con mobili acquistati da un rigattiere.
Quando Rosa perde la madre durante un bombardamento della città, decide di trasferirsi nel piccolo paese di Gross-Partsch, a casa dei suoceri Herta, casalinga, e Joseph, giardiniere al servizio nel castello della baronessa Maria von Mildernhagen. Poco dopo il suo arrivo a Gross-Partsch, Rosa viene prelevata da una pattuglia di SS che la portano alla caserma di Krausendorf: senza possibilità di scegliere né di opporsi, è stata designata per svolgere la professione di assaggiatrice. Un lavoro vero e proprio, con relativa retribuzione, ma coatto.
La squadra delle assaggiatrici è composta da dieci donne (alcune vedove, altre nubili, altre ancora in attesa di un marito impegnato in guerra) e ha il compito di sperimentare tutto il cibo che il cuoco Krümel prepara per Adolf Hitler.
Il fine di questo passaggio è chiaro: al Führer non deve arrivare nulla che possa fargli del male, anche a costo della vita delle ragazze. Rosa accetta il compito con rassegnazione, vive nella speranza di rivedere Gregor di ritorno dal fronte, ma quando le comunicano che è stato considerato disperso in Russia, finisce per accettare il suo destino in maniera ancora più passiva, soprattutto quando si lascia coinvolgere in una storia d’amore con il tenente Albert Ziegler. La vita di Rosa, che racconta in prima persona, si intreccia con le vicende delle altre assaggiatrici: da Heike, che deve sottoporsi a un aborto clandestino, fino a Elfriede, che viene deportata quando le SS scoprono che ha origini ebraiche.
Le assaggiatrici, insignito del Premio Campiello nel 2018, nasce da una storia vera, quella di Margot Wölk, che svolse proprio a cavallo tra il 1943 e il 1944 l’attività di assaggiatrice di Hitler. L’autrice l’ha scoperto – leggendo un’intervista a Frau Wölk – che solo a 86 anni di età, nel 2014, ha confessato quel passato che anche i suoi amici più stretti ignoravano. Dopo la caduta del nazismo, nessuna delle ragazze impegnate in quel tipo di compito, osò raccontare.
Il timore era quello di subire conseguenze pesanti per quell’atto di devozione (sia pure forzata) verso il Führer. C’è qualcosa di romanzesco anche nella costruzione di questo libro, perché Postorino, dopo una lunga ricerca, è riuscita a procurarsi l’indirizzo della signora Wölk a Berlino, salvo poi scoprire che la medesima era morta da poco.
Restare umani nel corso di una guerra: questo è il senso della vicenda di Rosa Sauer. Una persona che ama un marito disperso (tornerà a fine guerra, ma la loro storia non finirà bene), che cerca in ogni modo di trovare uno scopo alla vita, ma che spesso si lascia vivere, accetta dei compromessi, arriva addirittura a sperare che nel cibo ci sia davvero del veleno per farla finita una volta per tutte.
In questo romanzo, Postorino riesce a coinvolgere totalmente il lettore, che potrebbe approcciare il testo chiedendosi cosa c’entri una giovane donna italiana con una berlinese nata oltre cent’anni fa. Poi basta leggere i primi due capitoli per capire che l’autrice è riuscita a immedesimarsi totalmente nel personaggio alla quale si è appassionata: è diventata lei stessa un’assaggiatrice di Hitler, ha interiorizzato le paure e le pulsioni di quelle ragazze che vivevano in un clima di costante ansia e sotto la continua minaccia delle nefandezze belliche. Un romanzo che arricchisce, che apre gli occhi su aspetti della vita normalmente poco considerati, che arriva alla fine lasciando la voglia di leggerne un seguito.
Il libro in una citazione
«Il matrimonio è un sistema fluttuante, si muove a ondate, può sempre finire e sempre ricominciare, non ha un andamento lineare, né fa percorsi logici; il punto più basso di un matrimonio non per forza ne determina la scadenza: il giorno prima eravate nel baratro e il giorno dopo siete risaliti in alto senza sapere come.»
16 giugno 2025
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